Ape volontaria: anticipo finanziario a garanzia pensionistica

L’APE è un acronimo che sta per Anticipo Pensionistico. A differenza di quella “social” destinata a categorie di cittadini in situazioni di disagio (sottoposte a lavori usuranti o che assistono persone in difficoltà), l’APE volontaria è un prestito erogato da una banca in quote di 12 mensilità e garantito dalla pensione di vecchiaia. Consiste in un assegno mensile che faccia da ponte e permetta di anticipare l’uscita dal lavoro fino a tre anni e sette mesi prima dell’età pensionabile. È riconosciuta in via sperimentale dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2018 (articolo 1, comma 166 e seguenti, legge di Bilancio 2017).

L’APE volontaria può essere richiesta dai lavoratori dipendenti pubblici e privati, dai lavoratori autonomi e dagli iscritti alla Gestione Separata. Sono esclusi i liberi professionisti iscritti alle Casse professionali. Il prestito ottenuto deve essere restituito in 260 rate mediante una trattenuta sulla futura pensione di vecchiaia iniziando dalla prima rata in pagamento e si completa dopo 20 anni dal pensionamento. Completata la restituzione, la pensione sarà corrisposta per intero, senza ulteriori riduzioni per l’APE. È comunque prevista la possibilità di estinzione anticipata del prestito.

Il prestito è coperto da una polizza assicurativa obbligatoria per il rischio di premorienza. In caso di decesso dell’interessato, prima dell’intera restituzione del debito, l’assicurazione versa alla banca il debito residuo. L’eventuale pensione ai superstiti viene corrisposta senza decurtazioni.

Il prestito è erogato per un periodo minimo di sei mesi e fino alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia. Le somme erogate a titolo di prestito non concorrono a formare reddito ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. Alle somme erogate a titolo di APE si applica un tasso di interesse come pure un premio assicurativo relativo all’assicurazione di copertura del rischio di premorienza.

L’importo minimo della quota APE ottenibile è pari a 150 euro mensili mentre l’importo massimo è calcolato in misura percentuale, tra il 75% e il 90% secondo la durata di erogazione dell’APE, prendendo a riferimento l’importo mensile del trattamento pensionistico maturato.

Per accedere al prestito è necessario, al momento della richiesta:

  • avere almeno 63 anni di età e 20 anni di contributi;
  • maturare il diritto alla pensione di vecchiaia entro tre anni e sette mesi;
  • aver maturato, al momento dell’accesso alla prestazione, un importo della futura pensione mensile, al  netto della rata di ammortamento per il rimborso del prestito richiesto, pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo dell’Assicurazione Generale Obbligatoria ( € 702,65);
  • non essere titolare di pensione diretta o di assegno ordinario di invalidità.

Non è necessario cessare l'attività lavorativa.

Per ottenere l’APE l'interessato deve presentare all'INPS domanda di certificazione del diritto e domanda di pensione di vecchiaia, da liquidare al raggiungimento dei requisiti di legge. La norma prevede che il datore di lavoro, l’ente bilaterale o il fondo di solidarietà possono versare in un’unica soluzione all’INPS un contributo correlato alla retribuzione percepita prima della cessazione dal servizio del lavoratore in modo da produrre un aumento della pensione tale da compensare in tutto o in parte gli oneri relativi alla concessione dell’APE.

Perché CNA