Bassa Romagna e Nuovo Codice degli Appalti

Nei giorni scorsi abbiamo incontrato il presidente dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, Luca Piovaccari e il direttore generale dell’Unione dei Comuni, Marco Mordenti, per una prima valutazione sull’applicazione della nuova normativa per gli appalti pubblici e per capire quale orientamento la Pubblica Amministrazione intende adottare per il futuro.

La disciplina dettata con l’introduzione del Nuovo Codice degli Appalti pubblici, soprattutto per quanto riguarda la procedura di assegnazione degli appalti, ci impone, come CNA, di presidiare questo importante settore dell’economia territoriale ai fini di salvaguardare l’interesse delle imprese che vi operano.

È importante ricordare che in Italia il 74% circa degli appalti pubblici è affidato ai Comuni. Sebbene la percentuale di affidamento agli Enti Locali sia alta, sono le risorse che sono drasticamente calate per effetto dei vari vincoli di spesa che lo Stato ha imposto ai Comuni. In ogni caso, la realtà oggettiva che vogliamo salvaguardare è rappresentata da decine di piccole imprese e artigiani che quotidianamente forniscono lavori e servizi di qualità alla PA, imprese legate profondamente al territorio, conosciute e che garantiscono una importante contiguità con le comunità locali.

Il forte interesse di queste imprese è legato soprattutto agli appalti sotto il milione di euro, soprattutto taglie fino a 500.000 euro. E anche in questo contesto – abbiamo ribadito come CNA - è importante procedere nella divisione dei lavori a stralci, pur ovviamente nel rispetto delle normative e delle regole.

Abbiamo, inoltre, evidenziato la necessità che la disciplina attuativa del Nuovo Codice degli Appalti pubblici confermi i princìpi di semplificazione e trasparenza per un mercato fondamentale per la piccola impresa.

E’ necessario però che le stazioni appaltanti procedano celermente ad aggiudicare le gare, superando il problema dell’affidamento su progetto esecutivo e sul sistema di aggiudicazione che sembrano essere le principali cause per tanti ritardi sugli affidamenti.

L’Unione dei Comuni ha un unico ufficio per le gare di appalto e, da un monitoraggio effettuato recentemente, è scaturito che il 65% delle gare viene fatto con il criterio del prezzo economicamente più vantaggioso, concordando con noi la necessità di garantire sempre di più un buon rapporto fra qualità e prezzo.

Si è convenuto, inoltre, sulla necessità di un maggiore rapporto con le stazioni appaltanti degli altri Comuni che compongono la provincia di Ravenna, questo al fine di uniformare la metodologia, l’interpretazione della nuova normativa e i contenuti delle gare al fine di poter garantire alle imprese trasparenza e semplificazione e, soprattutto, comportamenti comuni in tutti i territori.

Per concludere, vogliamo ricordare che la CNA di Ravenna è dotata di un servizio “appalti lavori pubblici”, che cura tutti gli aspetti relativi a una disciplina così complessa, seguendo la partecipazione delle imprese alle gare d’appalto, dalla preparazione dei documenti alla qualificazione delle imprese.

Perché CNA