Bolkestein e imprese balneari. CNA incontra il ministro Costa

“In Italia operano circa 30mila imprese del settore della balneazione con un impatto occupazionale ed economico notevole e crescente. Sono imprese per lo più familiari: appena il 14 per cento è composto da società di capitali. Ci sono imprenditori che hanno ipotecato la casa per poter ammodernare gli stabilimenti. Tanto che alle imprese sono richiesti anche lavori di opportunità pubblica, a cominciare dalla pulizia degli arenili. La conseguenza è che il litorale italiano è tra i meglio attrezzati d’Europa”. Così il coordinatore nazionale CNA Balneatori, Cristiano Tomei, ha aperto qualche settimana fa l'incontro con il ministro agli Affari Regionali, Enrico Costa in vista della discussione in Parlamento del DDL governativo sulle concessioni di spiaggia.

Inutile nascondere le differenze che ancora esistono con la posizione del Governo, ma questa interlocuzione è stata molto importante perché ha dimostrato che una cattiva interpretazione della Direttiva Servizi e i tanti errori politici commessi nella sua applicazione in Italia non devono mettere a rischio la sopravvivenza di tante imprese.

“Le nostre proposte – ha assicurato Tomei – possono disinnescare le due mine più pericolose. Prima di tutto, in Italia non c’è scarsità di materia prima, vale a dire di spiagge, perché il 48% delle coste è ancora eventualmente disponibile. Lo stesso vale per la tutela del legittimo affidamento, dietro al quale c’è un patto di reciproca fiducia tra Stato e imprese balneari che non può essere rotto”.

“Il testo non è blindato - ha risposto il Ministro - ma le eventuali modifiche devono essere oneste e sostenibili in Europa alla luce della Direttiva Servizi e delle conseguenti decisioni delle Corti europee. Ascolterò le vostre proposte e cercheremo di intervenire in Commissione. Ma bisogna accelerare i tempi – ha spiegato Costa - perché entro la legislatura dovremo varare i Decreti attuativi”.

“L’impegno della CNA a favore dei balneari - ha affermato, infine, il presidente nazionale della CNA, Daniele Vaccarino - ha portato alla stesura di proposte articolate e concrete, dimostrando che l’associazionismo e la rappresentanza possono continuare a svolgere un ruolo importantissimo. La vicenda dei balneari è un banco di prova significativo di una battaglia che a Bruxelles si vince solo tutti assieme: i Balneari, le Associazioni, il Governo”.

Anche le Regioni in pressing sul Governo

“Le Regioni chiedono che il Governo italiano metta in luce e valorizzi, presso la Commissione europea, la realtà di un settore strategico e peculiare per il territorio nazionale, sia sotto l’aspetto economico che sociale, quello delle aziende balneari che non possono essere assolutamente indebolite”.

Nel documento - approvato unitariamente - le Regioni si chiedono perché altri Paesi che concorrono con l’Italia nell’offerta turistica, come Spagna e Portogallo, stiano beneficiando di proroghe importanti o forme di preferenza in favore del concessionario esistente.

Si tratta di una presa di posizione importante che va oltre le divisioni del passato e chiede interventi emendativi all’attuale DDL del Governo. Così come CNA Balneatori sostiene da molto tempo.

Bruno Borghetti, portavoce territoriale di CNA Balneatori: “Altro che avvoltoi, siamo qui a difendere le imprese balneari romagnole”

Il nuovo portavoce dei Balneari di CNA Ravenna, eletto all’assemblea congressuale dello scorso 3 aprile, non usa mezze parole per rispondere al duro attacco giunto da alcuni sindacati pro DDL del Governo, e così ci spiega la posizione della CNA: “il nostro obiettivo è inserire nel DDL del Governo la tutela del legittimo affidamento per le concessioni esistenti; riteniamo sia la strada maestra per salvaguardare davvero le imprese e tutta la filiera del turismo; inoltre, il memorandum giuridico che abbiamo proposto ne dimostra la fattibilità concreta anche rispetto all’ultima sentenza della Corte di Giustizia europea”.

“Il problema – prosegue Borghetti – è quello della volontà politica dell’Italia. Segnali positivi arrivano dalle Regioni e da molte parti in Parlamento, ora tocca alla categoria fare pressione e non accontentarsi di promesse vaghe. Se non fosse stato per la CNA, gli spazi di discussione che si stanno aprendo ora (ad esempio, su un periodo transitorio lungo e sul legittimo affidamento) non ci sarebbero stati; per noi non è possibile rappresentare le imprese facendo generici accordi al ribasso e spacciandoli come l’unica soluzione: un pezzo così importante di economia turistica non può essere abbandonato in condizioni di concorrenza sleale rispetto ad altre nazioni (Spagna, Croazia e Portogallo in primis) che, con l’appoggio del loro Governo, hanno ottenuto condizioni di favore proprio in riferimento alla Bolkestein.

“Difenderemo in tutti i tavoli, locali e nazionali, il ruolo della piccola impresa balneare – conclude il portavoce dei Balneari CNA di Ravenna e Cervia – perché così difendiamo con coerenza tutto il turismo romagnolo”.

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