Buoni pasto: in vigore nuove e più elastiche regole di utilizzo

Il 9 settembre 2017 è entrato in vigore il Decreto n. 122/2017 (“Regolamento recante disposizioni in materia di servizi sostitutivi di mensa).
Il Decreto Ministeriale attuativo, pur rimanendo nel “solco” tracciato dalle precedenti regolamentazioni, apporta delle innovazioni destinate a rendere più flessibile l’uso dello strumento da parte dei dipendenti e collaboratori e a puntualizzare i requisiti informativi che devono presentare i buoni pasto, sia cartacei che elettronici.

Il sistema dei buoni pasto, se erogato alla generalità o a categorie di dipendenti va a configurarsi come un interessante strumento retributivo per i datori di lavoro che intendano sviluppare politiche di welfare, potendo sfruttare anche l’agevolazione in termini di minore imponibilità fiscale e contributiva entro i seguenti limiti:

  • Buono cartaceo – esenzione fiscale e contributiva fino a euro 5,29 del valore del buono;
  • Buono elettronico – esenzione fiscale e contributiva fino a euro 7,00 del valore del buono.

Si fornisce di seguito una sintesi riepilogativa sul regime dei buoni pasto.

Destinatari del buono pasto
Il Decreto attuativo non presenta novità sul versante dei destinatari: possono risultare titolari di buono pasto i dipendenti e i collaboratori non subordinati, che maturino il trattamento per effetto di regolamento oppure prassi aziendale, in quanto tale regolamentazione rientra pienamente nel regime delle fonti del diritto del lavoro. La fruizione del buono pasto può avvenire anche da parte di lavoratori il cui orario di lavoro non preveda la pausa per la fruizione del pasto.

Criteri per l’utilizzo
Come per il passato i buoni pasto:

  • possono essere utilizzati esclusivamente dal relativo titolare e non sono, pertanto, mai cedibili a terzi o commercializzabili;
  • danno diritto alla somministrazione di alimenti e bevande e non sono, quindi, mai convertibili in denaro;
  • devono essere utilizzati dal titolare per l'intero valore facciale; il titolare può sempre integrare monetariamente, qualora il buono risulti incapiente.

Per effetto, invece, della nuova normativa: l’utilizzo del buono non deve necessariamente avere luogo nel corso di una giornata lavorativa e può avvenire anche in giornata non lavorata, festiva o feriale; pertanto si può decidere di accantonare i buoni pasto maturati giornalmente al fine di utilizzarli cumulativamente nel week end per fare la spesa o consumare pranzi o cene al ristorante. In ogni caso non possono essere spesi cumulativamente più di 8 buoni.

Esercizi che possono erogare il servizio sostitutivo di mensa
L’elenco degli esercizi legittimati ad effettuare il servizio già presente nella precedente regolamentazione è stato integrato con l’inserimento di nuove categorie, la nuova normativa disegna un ambito più ampio in cui può avere luogo il servizio sostitutivo di mensa tramite buono pasto. Agli esercizi tradizionali, quali bar, ristoranti, mensa aziendale, interaziendale e negozi di alimentari, dal 9 settembre possono ad esempio affiancarsi gli agriturismo, gli ittiturismo e i banchi per la somministrazione di cibi e bevande su suolo pubblico.

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