CNA: "Basta con l'IMU sugli immobili strumentali. Chiediamo la deducibilità totale con le risorse della Legge di Stabilità"

Il total tax rate medio sulle piccole imprese ravennati scenderebbe dal 60,5% al 56,6%

“Se è vero che l’emergenza è finita, come il Governo e alcuni indicatori economici, sia pure flebilmente, confermano, la CNA ritiene indispensabile che l’Imu sugli immobili strumentali sia totalmente deducibile. E’ una misura odiosa, perché colpisce beni che in sé non danno reddito, ma sono indispensabili a produrlo. E, cosa forse più grave ancora, è una misura controproducente. Rappresenta un ostacolo agli investimenti e alla creazione di occupazione”. Lo dichiara il direttore provinciale CNA Massimo Mazzavillani.

“Ed è per rimuoverlo che la CNA – continua Mazzavillani - chiede al Governo che dia un segnale forte contro questo ostacolo allo sviluppo, concentrando sulla partita le risorse disponibili nell’attuale fase di discussione della Legge di Stabilità ed evitando la dispersione tra tanti micro-interventi di impatto irrilevante sull’economia”.

Uno studio curato dal Centro Studi e dal Dipartimento Politiche Fiscali della CNA spiega che, se l’anno prossimo fosse consentita la deducibilità totale dell’Imu sugli immobili strumentali, la media italiana total tax rate sulle piccole imprese passerebbe in un sol colpo dal 62 al 58,2%. A Ravenna, dove la pressione fiscale si attesta intorno al 60,5%, si scenderebbe al 56,6% con un risparmio netto del 3,90%.

“Rendere totalmente deducibile l’Imu sugli immobili strumentali – conclude il direttore di CNA Ravenna - costituirebbe una boccata di ossigeno per le imprese, un volano per lo sviluppo, un intervento per rendere meno iniqua la tassazione tra una provincia e l’altra. Denunciamo da sempre come i capannoni, i laboratori, i negozi, indispensabili agli imprenditori per le loro attività, spesso sono tassati come fossero appartamenti di lusso. In aggiunta, è deducibile appena il 20% di quanto viene pagato. Per rendere deducibile anche l’ulteriore 80% dell’Imu sulle imprese, secondo stime ministeriali, sarebbero necessari 630 milioni. Soldi ben spesi”. 

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