CNA Estetica chiede una rapida modifica alla Legge 1/90: occorre una legislazione più adeguata all’evoluzione del mercato

“Auspichiamo una rapida approvazione delle modifiche alla Legge 1/90 mirate a regolare in maniera più adeguata l’evoluzione del mercato e le aspettative degli operatori le attività di estetista, onicotecnico e truccatore e la disciplina dell’esecuzione di tatuaggi, ampliando l’ambito di applicazione dell’attuale normativa. Nel contempo, chiediamo alle Regioni di attuare in tempi brevi le norme sulla formazione per assicurare, alle novità che si stanno introducendo, uniformità su tutto il territorio nazionale e rapida operatività”. È l’opinione espressa dalla CNA, nell’audizione che si è tenuta nei giorni scorsi alla Camera dei Deputati di fronte ai componenti della Commissione Attività Produttive.

Come CNA Estetica condividiamo l’ampliamento della definizione di attività di estetica, che comprende anche il mantenimento e il recupero del benessere psico-fisico, come nel caso della socio-estetica. E riteniamo molto innovativa la previsione del coworking e dell’affitto di cabina, modalità di collaborazione tra imprese che permette di risparmiare sui costi di gestione e migliorare i servizi offerti alla clientela, favorendo in prospettiva l’aumento della domanda.

Apprezziamo, inoltre, l’introduzione di una disciplina uniforme a livello nazionale per tatuatori e piercer, truccatori e onicotecnici, attualmente regolati solo dalla legislazione regionale o non regolati e lasciati ad un limbo che non fa bene né alle imprese né ai consumatori e chiediamo un intervento legislativo nazionale che introduca disposizioni uniformi per contrastare efficacemente l’abusivismo e la concorrenza sleale di operatori non qualificati.

Speriamo che da qui alla fine della legislatura ci sia un colpo di reni delle forze politiche per poter approvare  il disegno di legge che, come CNA, abbiamo contribuito a scrivere per rinnovare una legge fondamentale, la 1/90, oramai superata in molti sui punti e dare più certezze alle imprese esistenti, regolamentare nuove tipologie di imprese, dare nuove formule di condivisione di spazi e combattere il lavoro nero che in alcuni casi è anche figlio di una legislazione superata.

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