CNA FITA “insieme per una giusta causa”: maxi multa di 880 milioni di euro della commissione europea a Scania per il cartello prezzi dei camion

Dopo le indagini e la condanna a Scania maggior consapevolezza del diritto al rimborso per gli  autotrasportatori che possono ancora aderire entro il mese di ottobre all’azione collettiva CNA FITA

Il tema del Cartello illegale dei Costruttori di Autocarri, scoperto alcuni mesi fa, dalla Commissione Europea, si arricchisce di un nuovo importante capitolo che conferma la validità dell’Azione Collettiva CNA FITA “INSIEME PER UNA GIUSTA CAUSA”.

La Commissaria alla Concorrenza UE Margrete Vestager ha illustrato, nella Conferenza Stampa del 27 settembre, la decisione ufficiale della Sezione Antitrust UE di condannare anche SCANIA per aver costituito, insieme con altri costruttori un’intesa vietata dalle regole Comunitarie. La dichiarazione ufficiale cita fra l’altro  “La decisione assunta segna la fine della nostra inchiesta su un intesa durata 14 anni, che ha comportato danni per un numero molto importante di autotrasportatori in Europa, anziché mettersi d’accordo sui prezzi, i costruttori di camion avrebbero dovuto farsi concorrenza”.

Alla compagnia SCANIA, società di proprietà del Gruppo Volkswagen, che si era rifiutata di ammettere le proprie responsabilità nella procedura iniziale, è stata comminata una sanzione di oltre 880 Milioni di Euro. La condanna è scaturita a seguito di un’attenta indagine UE, che ha fatto emergere il ruolo attivo di SCANIA nel TRUCKS CARTEL e conferma che, come ipotizzato da CNA FITA, i Costruttori siano  responsabili per gli effetti creati dal cartello illegale e di conseguenza, tenuti al risarcimento del danno causato agli autotrasportatori. Questa sanzione, giova ricordarlo, si somma ai quasi 3 Miliardi di Euro già pagati da MAN, IVECO, MERCEDES, VOLVO-RENAULT e DAF che, invece, avevano ammesso da subito le loro responsabilità. Questa sanzione è la più alta 3,8 Miliardi di Euro nei 60 anni di storia della Commissione Europea.

La condanna UE è fondata su due comportamenti illeciti, reiterati dal 1997 al 2011: il Coordinamento dei costruttori per condividere i listini prezzo degli autocarri con portata superiore a 6 ton, e infine la pianificazione dei tempi di immissione sul mercato e dei relativi costi dei dispositivi per il controllo delle emissioni inquinanti previsti dalle normative da Euro III sino a Euro VI.

L’attività svolta dallo Studio legale Scoccini, incaricato da CNA FITA di promuovere la causa di risarcimento danni, è stata molto intensa in questi mesi. Sono stati in primo luogo calcolati i valori dei danni e poi inviate le lettere di diffida ai costruttori con la richiesta di un risarcimento danni per circa 250 Milioni di Euro, a seguito del mandato di 2.900 imprese con oltre 13mila autocarri, con il contestuale invito ai costruttori per procedere alla negoziazione assistita. La risposta delle Case costruttrici in merito al tentativo di composizione bonaria è stata negativa, comunicando solamente di essere dispiaciute di aver partecipato al Cartello illegale. Lo Studio legale Scoccini, a questo punto, ha rinnovato la diffida ai Costruttori per cercare una soluzione stragiudiziale, ma la loro ulteriore mancata adesione ha comportato l’avvio delle procedure per la causa legale.

Gli acquirenti di autocarri, hanno ancora l’opportunità di aderire all’Azione Collettiva per il risarcimento dei danni subiti, senza dover anticipare le spese legali entro il mese di ottobre, rivolgendosi alle Sedi territoriali della CNA di Ravenna, a loro disposizione per avviare quest’importante attività di tutela dei loro interessi.

Perché CNA