Comuni di Solarolo e Castel Bolognese: l'importante opportunità della fusione

Il tema Fusione/Unione dei Comuni è stato al centro delle riflessioni che le Associazioni imprenditoriali hanno portato al confronto con le Amministrazioni comunali nell’ambito degli incontri sui temi dello sviluppo economico.

“Da molto tempo abbiamo segnalato l’esigenza di andare nella direzione di un maggior coordinamento fra i sei comuni che compongono l’Unione della Romagna faentina - afferma il Presidente CNA, Gian Piero Zama -. Nella nostra visone, l’Unione deve essere una risposta per dare efficienza ai servizi e ridurre il carico burocratico che pesa sulle imprese.

E’ importante che l’Unione abbia iniziato ad unificare regolamenti e servizi, ma siamo ancora nella fase iniziale e i risultati non si possono ancora apprezzare. Abbiamo la preoccupazione che tutti gli adempimenti vedano prevalere il peso di Faenza, nella struttura e nella organizzazione burocratica che rischia così di penalizzare le tante attività presenti nei comuni del comprensorio.

Oltre alle indicazioni espresse nel corso della Conferenza Economica – sottolinea ancora Zama - vi è stata una forte accelerazione impressa al tema in considerazione anche degli orientamenti della Regione, la quale ha messo a disposizione risorse finanziarie che incoraggiano la fusione dei piccoli Comuni. Di conseguenza, si è aperto nel faentino un confronto istituzionale su quali possano essere le prospettive per questo territorio. Come CNA siamo favorevoli ad una integrazione di servizi che coinvolga tutti i comuni dell’Unione, ma è opportuno che su queste problematiche vi sia un ampio coinvolgimento del mondo della rappresentanza e degli stessi cittadini. Non si può immaginare un’iniziativa di questa portata che non sia ben spiegata e che non porti benefici anche alle comunità più piccole o che irrigidisca ancora di più il peso burocratico che già oggi impedisce lo sviluppo di molte attività di impresa.”

Fra gli stessi rappresentanti delle Amministrazioni Comunali circolano non poche perplessità verso un’idea di grande Comune: gli atteggiamenti dei Sindaci sono decisamente contrapposti, fra i pochissimi che si dichiarano favorevoli e altri invece disponibili a integrazioni solo coi comuni confinanti. Su questa seconda prospettiva si sono mossi i comuni di Solarolo e Castel Bolognese che il 30 giugno hanno assunto, nei rispettivi Consigli Comunali, un atto deliberativo per la realizzazione di uno studio di fattibilità per la fusione dei due Comuni. Lo studio apre riflessioni importanti e ribadisce una storica collaborazione in atto fra i due Comuni.

“Prima di potere esprimere una valutazione sull’opportunità o meno della fusione  è necessario, tuttavia, conoscere in modo approfondito i contenuti del progetto: quali saranno i servizi che verranno organizzati e come saranno impiegate le risorse che verranno messe a disposizione dalla Regione”, sottolinea Mario Zauli, Presidente CNA di Castel Bolognese.

Della stessa opinione anche Gianni Alberighi, Presidente CNA di Solarolo: “In questi anni stiamo vivendo una realtà in cui le poche risorse hanno messo in difficoltà anche la normale manutenzione del territorio.

La questione principale è l’opportunità di collaborare sempre più strettamente fra le Istituzioni del territorio, ma al momento la priorità è dare prospettive di sviluppo a imprese e cittadini portando a realizzazione progetti attesi da anni. Il collegamento con le principali via di comunicazione, come il casello sull’A14, gli interventi sulla viabilità ordinaria e, non da ultimo, sulle infrastrutture informatiche sono cruciali per consentire alle imprese di potersi sviluppare al meglio e per accompagnare la crescita sociale delle nostre comunità. Questi interventi potrebbero essere realizzati meglio e più in fretta attraverso l’attività di un’eventuale Unione dei Comuni. Su queste tematiche Zauli e Alberighi si dichiarano al confronto, e si augurano che l’Unione non sia solo un atto formale.

Perché CNA