Contrasto alla povertà: il Ddl anti-povertà è legge. Arriva il reddito di inclusione

Via libera dal Senato al Ddl delega (Legge 15/03/2017 n. 33 pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 24/03/2017), recante norme relative al contrasto della povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali.

Il provvedimento - che aveva già incassato l’ok della Camera il 14 luglio 2016 - è diventato legge introducendo il cosiddetto reddito di inclusione per quei nuclei familiari che avranno i requisiti previsti dalla legge. “Un passo avanti per venire incontro alle famiglie in difficoltà. Impegno sociale priorità del Governo” ha scritto su twitter il premier, Paolo Gentiloni, commentando il via libera dell’Aula. L’articolo unico del Ddl, che è collegato alla manovra finanziaria, delega il Governo ad adottare entro sei mesi più Decreti Legislativi per introdurre una misura di contrasto della povertà assoluta, denominata reddito di inclusione, per riordinare le prestazioni di natura assistenziale e per rafforzare e coordinare gli interventi dei servizi sociali garantendo in tutto il territorio nazionale i livelli essenziali delle prestazioni.

I princìpi e i criteri direttivi della delega stabiliscono che il reddito di inclusione deve essere una misura unica a livello nazionale, di carattere universale, subordinata alla prova dei mezzi e all’adesione a un progetto personalizzato di inclusione, articolata in un beneficio economico e in una componente di servizi alla persona. Per beneficiare della misura sarà previsto un requisito di durata minima di residenza nel territorio nazionale.

“L’approvazione del DDL sulla povertà rappresenta un passo storico verso l’introduzione di una misura universale che tenga conto della condizione di bisogno economico e non dell’appartenenza a singoli categorie (anziani, disoccupati, genitori soli, ecc.)”. Così il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, saluta l’approvazione definitiva del provvedimento.

Tale strumento, dice il ministro, “rappresenta il pilastro fondamentale del Piano nazionale per la lotta alla  povertà e colma un vuoto annoso nel sistema italiano di protezione degli individui a basso reddito, che ci vedeva come l’unico Paese, insieme alla Grecia, privo di una misura e di un nuovo approccio alle politiche sociali, fondandosi sul principio dell’inclusione attiva, ovvero sul vincolo di affiancare al sussidio economico misure di accompagnamento capaci di promuovere il reinserimento nella società e nel mondo del lavoro di coloro che ne sono esclusi”.

Il Ministro ricorda che la delega al Governo prevede anche la razionalizzazione delle varie prestazioni sociali e il rafforzamento del coordinamento dei servizi sociali, per garantire in tutta Italia il raggiungimento di  standard di qualità nei servizi. Si tratta di aspetti imprescindibili del Piano che servono a dare efficacia agli interventi di sostegno e di accompagnamento delle persone più fragili. Le risorse messe a disposizione sono circa 2 miliardi per il 2017 e altrettanti per il 2018.

“Siamo già molto avanti – conclude Poletti - con la preparazione dei provvedimenti attuativi della Legge, che intendiamo sintetizzare in un unico Decreto Legislativo, in modo da ottimizzare i tempi, rendendo operativo l’esercizio della delega prima dei sei mesi previsti, per dare risposta quanto prima ai cittadini in difficoltà”.

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