Dall’innovazione all’innovazione: lo zuccherificio di Massa Lombarda

L’ex zuccherificio di Massa Lombarda e una delle strutture di archeologia industriale più pregiate del territorio della Bassa Romagna e non solo. Inizia la lavorazione delle barbabietole il 29 agosto del 1901, concludendola una ventina di anni fa; nel frattempo cambia più volte proprietà e funzione fintanto che, sei anni fa, viene completamente dismesso dalla Syngenta che lo utilizzava per la lavorazione di selezione delle sementi. È un’area di 85.000 mq, 35.000 dei quali di grande pregio ambientale. Il sindaco di Massa Lombarda, Daniele Bassi, ha deciso di rigenerarlo così come previsto nel suo programma di legislatura e il progetto è ormai pronto.

Sindaco Bassi come immagina il futuro di questa struttura?

“ In premessa voglio fare una brevissima considerazione del contesto di Massa Lombarda, il paese si trova in una posizione baricentrica fra Lugo e Imola, è attraversato da due direttrici viarie importanti, la S.Vitale e la Selice, si trova a pochi chilometri dal casello autostradale di Imola. Abbiamo un importante insediamento di attività manifatturiere, alcune fortemente innovative e importanti imprese di trasformazione di prodotti agroalimentari.
Il contesto dove si vive è importante nella generazione delle idee, in questo caso vorremmo che l’attuale disuso della struttura diventasse nel tempo un luogo di riuso per le imprese innovative.
Il progetto che delinea la visione per lo spazio dismesso dello zuccherificio di Massa Lombarda, svuotato dal suo contenuto produttivo, si basa sulla lettura sia del territorio, sia della storia di un’epoca lavorativa e culturale, foriera della propensione del territorio stesso all’innovazione. In sostanza, partiamo dalla costruzione di un evento di più giorni (o più eventi) all’interno della struttura e che vedano il coinvolgimento delle attività imprenditoriali: questo è un aspetto fondamentale dell’attivazione dell’area.
I temi che si è scelto di trattare riguardano: l’innovazione tecnologica, il design e la moda. Questa decisione deriva direttamente dalla tipologia di imprese presenti sul territorio che, oltre ad avere un forte carattere di innovazione imprenditoriale, presentano una connotazione precisa nella trasformazione delle materie prime che sono alla base della loro produzione: la plastica, il tessuto e il ferro."

Quali e quanti soggetti sono coinvolti in questo progetto?

“Il progetto nasce dalla collaborazione con Lugo Next Lab, Igino Poggiali e lo studio Officina MEME di Ravenna e contiamo anche sul coinvolgimento delle Associazioni imprenditoriali del territorio. Abbiamo definito una convenzione di comodato d’uso gratuito con Syngenta, servono comunque altre risorse per la realizzazione completa del progetto.
Dobbiamo essere protagonisti del futuro, non possiamo aspettare altri che decidano per noi, questo progetto è un punto di partenza in questa direzione, la rigenarazione-riqualificazione del nostro patrimonio edilizio può diventare anche un importante volano per l’economia territoriale”.

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