DEF e Manovra. Burioli: “Troppo fisco sulle imprese. Serve una manovra coraggiosa. No a vincoli UE”.

“La nostra ripresa economica è ancora fragile con un tasso di crescita nel 2017 e 2018 tra i più bassi d’Europa. Serve una manovra rafforzata da maggiori investimenti, dalla rapida riforma della giustizia civile, da agevolazioni mirate sui giovani che entrano nel mondo del lavoro sia come imprenditori sia come dipendenti. E si apprezza l'intenzione di evitare l’entrata in vigore delle clausole di salvaguardia, confidando che tale intenzione venga confermata nella manovra di ottobre”.

“Queste – evidenzia il presidente della CNA di Ravenna, Pierpaolo Burioli - sono le indicazioni espresse dalla CNA e da Rete Imprese Italia, all’Audizione sul Documento di Economia e Finanza svoltasi recentemente davanti alle Commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato”.

“Occorrono- prosegue Burioli -  risposte rapide e concrete alle imprese in un contesto preoccupante sul fronte del credito e del fisco: in particolare nel 2017 l’Italia evidenzia un maggior prelievo fiscale rispetto all’Eurozona di 21,3 miliardi di euro, pari a 1,3 punti di Pil. Non possiamo bloccare la ripresa sotto questa montagna di carico fiscale. Serve maggiore flessibilità per evitare che gli automatismi delle politiche di austerità ci soffochino”.

“In tema di fisco – sottolinea ancora il Presidente della CNA -  continuiamo a esprimere forte contrarietà all’estensione dell’applicazione dello split payment perché toglie liquidità alle imprese e i rimborsi IVA non avvengono entro i previsti 3 mesi. L’evasione dell’IVA, non ci stancheremo mai di ripeterlo, si combatte con il monitoraggio della fatturazione elettronica, non snaturando lo split payment e caricando le imprese di nuovi costi. Per ridurre il carico fiscale sulle imprese, sollecitiamo l’aumento della franchigia IRAP, la deducibilità completa dell’IMU pagata dalle imprese sugli immobili produttivi e l’accorpamento di IMU e TASI. Sul fronte dei costi energetici a carico delle piccole imprese, occorre sollecitare il riequilibrio degli oneri generali del sistema elettrico, pari a 16 miliardi di euro, che oggi gravano soprattutto sulle piccole imprese e che vanno spostati sugli energivori”.

“In materia di credito – continua Burioli – c’è la necessità che il Fondo Centrale di Garanzia torni a operare nell’interesse delle imprese e non per ridurre l’assorbimento di capitale delle banche. Per quanto riguarda l’occupazione, poi, è necessario potenziare gli interventi a favore del sistema duale di formazione e lavoro e concentrare le risorse a sostegno dei giovani nei primi 3 anni di ingresso nel mercato del lavoro come dipendenti, autonomi e imprenditori”.

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