Energia: il TAR della Lombardia respinge il ricordo Enel sul brand unbundling

Energia: Brand Unbundling

Il TAR della Lombardia ha accolto il ricorso di CNA e Confartigianato sulla questione del Brand Unbundling. La misura imponeva la separazione funzionale nelle politiche di brand per chi si occupa sia di distribuzione sia di vendita di energia, insieme all’obbligo di distinzione degli spazi commerciali e del personale dedicato alle due funzioni.

La conseguenza principale è la totale confusione del consumatore, che, normalmente, non è capace di individuare le differenze di brand tra le varie funzioni.

La conseguenza più interessante per le imprese, invece, è un’altra. è l’esempio del caso di Enel, ex monopolista che occupa quasi il 90% del mercato retail dell’energia e che da diversi anni è attiva nell’offerta di servizi accessori alla mera fornitura di energia, quali quelli del post contatore. Quest’ultimo, rappresenta un segmento di mercato di fondamentale importanza per le imprese di installazione ed impianti che CNA associa, alle quali Enel ostacola de facto l’ingresso sfruttando a proprio vantaggio la facilità di accesso nelle case e nelle sedi dei propri clienti (circa 36 milioni) oltre che la possibilità di fare rateizzare in bolletta il costo dell’intervento di installazione.

La sentenza del giudice amministrativo ha confermato la legittimità dell’azione di regolazione operata dall’Autorità, che trae origine proprio dalle funzioni ad essa assegnate dal diritto comunitario e dal legislatore nazionale, tra cui quella di “adottare tutti i provvedimenti necessari affinché la società verticalmente integrata non possa trarne vantaggio competitivo”.

In allegato, la sentenza del TAR e il comunicato stampa CNA.

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