Il Documento sulla Qualità Urbana: Amministrazione Comunale e CNA di Faenza a confronto

Faenza

Si è tenuto recentemente un confronto fra la Direzione CNA di Faenza e i Rappresentanti dell’Amministrazione Comunale sul “Documento di Qualità Urbana”, in cui si delineano previsioni di sviluppo e di intervento all’interno del perimetro dell’abitato, evidenziando in un unico documento vincoli e indirizzi previsti dai piani urbanistici vigenti.

Uno strumento che non ha, quindi, le caratteristiche di una nuova regolamentazione urbanistica, bensì di indirizzo, utile allo sviluppo della programmazione del territorio per superare incongruenze, disfunzioni, migliorare e integrare il tessuto urbano e dei servizi. Nella proposta si evidenzia la volontà di favorire opportunità per riportare attività artigianali e di produzione all’interno del perimetro del centro storico e fare del Documento uno strumento utile alla programmazione di investimenti pubblici e privati.

“Linee di indirizzo e obiettivi – evidenzia Canzio Camuffo, presidente della CNA di Faenza - sui quali, in termini di principio, abbiamo espresso condivisione in quanto riteniamo utile che si ridefiniscano all’interno del perimetro urbano le scelte di riqualificazione e investimento necessarie a creare opportunità per migliorare la qualità urbana composta da abitazioni, servizi, infrastrutture, ma anche da una rete di attività economiche”.

“In passato – prosegue Camuffo - molte attività artigianali convivevano in pieno centro storico con abitazioni e attività commerciali, si è poi assistito all'espulsione dai centri storici di gran parte delle attività artigianali, trasferitesi nelle aree esterne al centro, al punto che perfino un artigianato come quello delle botteghe ceramiche, profondamente legato alla storia economica e culturale della città di Faenza, si è allontanato dal centro urbano. Siamo favorevoli a una proposta tesa a ricreare le condizioni per potere attrarre nuovamente un artigianato di servizio e produzione compatibile con la residenza. Per invertire una tendenza in atto anche nella stessa rete commerciale, occorre indicare e attuare scelte che diano concrete opportunità di nuovo insediamento. Il Documento ci appare, pertanto, come una opportuna sollecitazione per riflettere sulla qualità urbana del centro abitato, ma non devono però essere sole enunciazioni. Manca, a nostro parere, di un progetto e di una proposta organica dell’Amministrazione Comunale, utile a sollecitare il confronto e a comprendere su quali linee operative vuole fare leva per affermare il progetto di riqualificazione di un centro che ha evidenti esigenze di riequilibrio e valorizzazione”.

“Vogliamo sottolineare – continua ancora Camuffo - alcuni aspetti già emersi dal primo confronto con l’Amministrazione Comunale: il risparmio energetico, innanzitutto; quindi, non solo “rigenerazione urbana” intesa come abbellimento degli edifici, ma ampio spazio a regolamenti e pratiche amministrative utili per impedire dispersioni di energia e, allo stesso tempo, favorire produzioni di energia da fonti rinnovabili. Tutto questo ottimizza ed evita sprechi, a partire dalla riqualificazione ai fini energetici del patrimonio edilizio abitativo, investendo prioritariamente sul patrimonio pubblico che deve essere il segno distintivo, l’esempio  da portare all’attenzione dell’intera Comunità. Occorre poi intervenire sui temi della mobilità urbana,  ponendo al centro la sicurezza delle persone e attuando concretamente il progetto di trasferimento della sede delle Autocorriere presso la stazione ferroviaria, creando le condizioni per un riequilibrio negli spazi e nella mobilità delle persone e dando concretezza a un Documento che, altrimenti, resterebbe solo un utile esercizio di confronto alla ricerca di idee”.

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