Il fenomeno “Pokémon go” e la lezione delle nuove generazioni

Nei mesi estivi abbiamo assistito all’esplosione del fenomeno “Pokémon Go”, una app ludica che, oltre a giocare il ruolo di apripista all’utilizzo massiccio della realtà aumentata nelle nostre vite, ci dà la dimensione di come stia cambiando il mondo e come ormai il confine tra virtuale e reale sia diventato sempre più labile, quasi inesistente.
Nel giro di 48 ore il fenomeno è dilagato, gente che si ritrovava in piazza a cacciare insieme mostricciattoli dai nomi stravaganti, che esplorava angoli sconosciuti di città, frequentava monumenti... esercenti che  pubblicizzavano con orgoglio l’apparizione di plurimi Pokémon nel loro locale, giovani che in due giorni si sono inventati, con successo, la professione di Pokémon Go Trainer.
Il fenomeno “Pokémon Go” sarà stato senza dubbio una meteora, ma il contesto in cui è nato e la motivazione sociologica alla base del suo successo sono senz’altro destinati a durare.
Oggi le comunicazioni si snodano e inanellano tra chat di Whatsapp, commenti su Facebook, qualche sporadico sms, immagini con status su Instagram. Le nostre relazioni si nutrono di scambi virtuali che hanno la stessa reale e autentica consistenza di quelli fuori dalla Rete.
Nel mondo dell’impresa vigono regole analoghe, meccanismi pressocchè identici, sono in atto gli stessi rapidi cambiamenti. E allora accade che chi ha contenuti e sa come surfare abilmente tra un media e l’altro (peraltro senza soluzione di continuità) ha una marcia in più sul mercato globale. E gli altri?
Gli altri hanno due possibilità: continuare a resistere e a barricarsi dietro pregiudizi e sterili commenti, o accettare con slancio il cambiamento in corso, scrollandosi di dosso paure, inibizioni e falsi preconcetti.
Possono decidere di essere curiosi, di imparare, accettando un percorso di apprendimento continuo e costante; questo è l’unico modo per avvicinarsi agli strumenti in uso oggi e aprirsi ai nuovi strumenti di domani.

Perché CNA