Il futuro che c’è: un progetto per lo sviluppo del territorio della Romagna faentina

“Con il progetto “Il Futuro che c’è”, vogliamo creare occasioni di incontro e approfondimento sulle attività delle aziende che innovano, per conoscere quello che avviene nel nostro territorio e per dare un contributo alla crescita di una nuova cultura verso le imprese e il lavoro che rappresentano”. E’ quanto afferma Canzio Camuffo, presidente CNA dell’Unione della Romagna Faentina.

Il programma di “Il Futuro che c’è” si è sviluppato durante dieci incontri, da settembre 2017 a febbraio 2018, che hanno visto la partecipazione di realtà imprenditoriali che hanno sede nell’area faentina, aziende altamente significative nell’ambito della ricerca dell’attività produttiva e manifatturiera, ma anche piccole imprese capaci  di rappresentare livelli di eccellenza in ambito nazionale e internazionale.
Il progetto “Il Futuro che c’è”, dunque, coinvolge aziende chiamate a presentare le loro attività e a condividere prassi di eccellenza, ma anche ad evidenziare esigenze e a cogliere sollecitazioni utili allo sviluppo di relazioni economiche da cui possa trarre beneficio l’intera collettività.
L’obiettivo che la CNA si propone, quindi, e, in primo luogo, quello di creare opportunità di conoscenza, partendo dall’organizzazione di specifici incontri fra imprese desiderose di confrontarsi sul sistema di sviluppo e competitività territoriale.

Martedì 27 febbraio, alle ore 20.30, in occasione dell’incontro conclusivo del progetto “Il Futuro che c’è”, il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, incontrerà gli imprenditori associati alla CNA presso la sede faentina dell’Associazione in via San Silvestro 2/1.

Con il progetto “Il Futuro che c’è”, la CNA ha dato voce a imprese dell’area della Romagna faentina che hanno avviato attività di ricerca e innovazione, cercando allo stesso tempo di promuovere la conoscenza di un tessuto imprenditoriale qui insediato, competitivo nei mercati internazionali, ma poco conosciuto nel proprio territorio.

Altro tema, la costruzione di una rete di imprese in grado di contribuire allo sviluppo sociale ed economico del territorio, dove la CNA si pone come Associazione di rappresentanza delle imprese e come soggetto promotore e protagonista di questo sviluppo. Abbiamo coinvolto realtà imprenditoriali altamente significative nell’ambito della ricerca, della progettazione e automazione industriale, dei materiali compositi, della meccanica di precisione, dello sviluppo di sistemi informatici, della comunicazione e della moda, oltre che della logistica e del biomedicale.

Sono intervenuti venti imprenditori che hanno illustrato le attività della loro azienda, tre enti territoriali (Unione dei Comuni, ConAmi, Romagna Acque), tre Centri di Ricerca operanti tutti a Faenza. Emerge una realtà con un patrimonio imprenditoriale di alto valore tecnico, di competenze e di grandi relazioni internazionali unitamente a un forte bisogno di relazioni con le Istituzioni del territorio, a partire dal mondo della scuola.

Il progetto ci ha permesso di rafforzare la consapevolezza del mutamento nel tessuto produttivo locale, con una presenza di imprese fortemente impegnate nel settore dei materiali compositi che è destinato ad avere nei prossimi anni un forte sviluppo, con inevitabili ricadute positive sull’occupazione e sulla nascita di nuove imprese. Occorre sostenere, dunque, la formazione di alte professionalità che questo comparto richiede.

E proprio qui a Faenza, grazie all’impegno e al coinvolgimento di imprese e Università, è stato avviato un Master sui materiali compositi. Un comparto economico strettamente legato allo sviluppo della Motor Valley dove anche Faenza rientra ormai a pieno titolo, e che qui si unisce alla forte capacità innovativa dei tanti settori in cui opera il tessuto di imprese locali, oltre allo sviluppo di un turismo industriale che si può affiancare alle attività di valorizzazione del territorio.
Temi che porteremo al centro del confronto con il presidente della Regione Emilia-Romagna.

 

 

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