Il ruolo centrale di Ravenna per la strategia di ENI

Nei giorni scorsi c’è stato un importante incontro in Comune a Ravenna tra l’Amministrazione e i vertici dell’ENI (la presidente, Emma Marcegaglia e l’ad, Claudio De Scalzi). Il fatto che da oltre 40 anni la nostra città, che pure ospita una dei distretti energetici più importanti d’Italia, non ricevesse i massimi vertici della principale compagnia statale potrebbe essere quel segnale che tutti ci aspettavamo.

L’uso del condizionale è d’obbligo perché dalle promesse ora è necessario passare al più presto ai fatti. Peraltro, con rammarico, mi è d’obbligo osservare che di tale evento non sono state fatte partecipi le locali Associazioni di rappresentanza delle imprese.

L’ENI ha ribadito la centralità del distretto ravennate dell’Oil & Gas che si contraddistingue per l’alta tecnologia e l’innovazione delle imprese, annunciando oltre 600 ml di euro di investimenti in quattro anni. Questo è indubbiamente un segnale importante. Ora però è necessario fare presto, perché ricordo che negli ultimi tre anni abbiamo perso decine di imprese e circa 2500 posti di lavoro (sui 7000 totali del distretto), senza contare tutto l’indotto, appannaggio delle piccole imprese artigiane del territorio che lavoravano nella filiera.

Anche sulla chimica sono arrivate alcune notizie positive come la conferma che ENI ha riportato dentro il suo perimetro aziendale la società Versalis e che, per il futuro, non è prevista una cessione così come si era paventato nei mesi scorsi. È noto che lo stabilimento di Ravenna è centrale per la produzione italiana di gomme, certo sarebbe importante però che ENI potesse finalmente, dopo anni, annunciare anche l’insediamento a Ravenna di qualche nuova produzione magari legata alla chimica verde, su cui si legge che la società sta investendo in altri territori.

Da ultimo, l’incontro è stato anche l’occasione per parlare della bonifica dell’ex Sarom, un’area di proprietà ENI che attende da anni di essere risanata. Un’area su cui, come CNA, ci stiamo spendendo da tempo  attraverso la presentazione di un progetto non solo sugli usi funzionali della stessa ma, soprattutto, con una nuova infrastrutturazione stradale e ferroviaria in alternativa al faraonico progetto del by pass stradale, facente ancora parte del 1° POC 2010-2015 e non ancora oggetto di verifica di attuazione dal punto di vista finanziario ma, al contrario, peggiorativo per la circolazione stradale in destra Candiano. Ci auguriamo tutti che ENI mantenga gli impegni presi e il fatto stesso che i massimi vertici ci abbiamo messo la faccia è un buon segnale. Se ciò malauguratamente non dovesse avvenire chiediamo all’Amministrazione Comunale di assumersi le responsabilità politiche che le competono da mandato, di agire comunque in fretta per far valere gli impegni presi e, con procedure tecnico-amministrative accelerate per la parte di sua competenza,  adeguando il POC di area a un nuovo, più funzionale e sicuro progetto “strada-ferrovia”.

Le imprese del settore e il Porto in generale non hanno più tempo e risorse per aspettare oltre.

Perché CNA