Il sistema territoriale e la rete dei servizi: partecipato il primo incontro a Faenza del progetto “Il Futuro che c’è”

Il futuro che c'è

È partito dal confronto col Sindaco di Faenza, il Direttore del ConAmi e il Presidente di Romagna Acque, il progetto “Il Futuro che c’è”, promosso dalla CNA della Romagna faentina con l’obiettivo di sostenere e promuovere lo sviluppo economico del territorio.

“Un sistema territoriale funzionale e organizzato, in grado di contribuire allo sviluppo di una rete di servizi e di attività che consentono alle imprese di potersi sviluppare” ha spiegato nella sua relazione introduttiva, il presidente della CNA faentina, Canzio Camuffo.

“Qual è il futuro che la nostra città vuole dare allo sviluppo dei servizi al territorio, a quale sistema vuole collegarsi e quale sistema territoriale vuole promuovere?” ha proseguito Jader Dardi, responsabile CNA per l’Unione della Romagna faentina.

Trattare questi argomenti significa essere poi in grado di afferrare le occasioni di sviluppo economico, costituire opportunità di impresa, migliorare la qualità della vita di una città, assegnare al Comune il ruolo di programmatore dello sviluppo economico, che deve essere protagonista nei collegamenti e nelle relazioni con sistemi territoriali più forti e sviluppati.

Gli interventi dei rappresentanti di Romagna Acque e ConAmi hanno delineato con chiarezza gli investimenti che sono stati realizzati e hanno permesso il livello di integrazione delle infrastrutture che, pur in un anno così critico per la gestione della risorsa acqua, sono state in condizione di non dovere ricorrere a provvedimenti di emergenza, scongiurati proprio in virtù di scelte lungimiranti realizzate in passato, che hanno permesso a questo territorio di potere accogliere migliaia di turisti e garantire erogazione dell’acqua a imprese e cittadini.

“Una visione territoriale capace di superare gli ambiti locali, capace di integrare reti e infrastrutture di cui l’Unione dei Comuni è un’espressione” – ha commentato il sindaco di Faenza, Giovanni Malpezzi.

Nel confronto che si è sviluppato ha assunto particolare significato la manutenzione del territorio, gli interventi di prevenzione, la qualità della loro esecuzione, l’individuazione della competenze nell’ambito della gestione degli interventi negli alvei fluviali, prima di essere chiamati a far fronte all’emergenza.

Un confronto che ha portato l’attenzione alla necessità di una forte riduzione del carico fiscale, richiamata nell’intervento del responsabile della Divisione Economica e Sociale della CNA, Maurizio Gasperoni, unitamente alla revisione del sistema della Tassa Rifiuti che ha fortemente penalizzato le imprese, ma che ha messo anche in evidenza il limite di una riforma istituzionale sugli ambiti territoriali, rimasta incompleta e che, proprio partendo dalla emergenza dei mutamenti climatici e dalla necessità di una manutenzione del territorio, deve trovare una risposta che sia all’altezza di una situazione che non può vedere rinvii dell’affidamento degli appalti e nell’avvio dei lavori necessari.

Perché CNA