Il trasporto oltre la crisi:ne parliamo con il presidente del Consar, Veniero Rosetti

400 soci, 800 mezzi diversificati per più specializzazioni, 106 dipendenti, un fatturato di 82 milioni di euro vettoriali e un consolidato di 100 milioni di euro: sono questi i numeri del Consar, il Consorzio di autotrasportatori nato a Ravenna nel 1960 che, con la sua lunga storia di servizi e trasporti, da sempre rappresenta una realtà importante che ha fortemente contribuito allo sviluppo del territorio di Ravenna e di tutta la Romagna. Presidente Rosetti, in questi anni il trasporto merci ha subìto profondamente i colpi della crisi.
Com’è attualmente la situazione?

Il trasporto ha sofferto molto e tante piccole aziende sono state costrette a chiudere; in questo modo si è attuata una sorta di selezione naturale che ha premiato chi, come noi, oltre ovviamente alla lungimiranza negli investimenti ha sempre avuto una grande attenzione ai costi. Anche il fenomeno dell’illegalità in questo settore ha messo in seria difficoltà tutte quelle imprese che vogliono mantenere con il mercato un rapporto di sana concorrenza, nel rispetto delle norme di legge. Comunque, il mondo del trasporto sta guardando al futuro.

In che modo?

Sicuramente non ci sono più spazi per le piccole aziende se non per quelle ad alta specializzazione. Le imprese dovranno crescere di dimensione allargando il loro raggio di azione.

Perché?

E’ una logica di mercato che chiede qualità e puntualità con un’attenzione sempre più elevata all’economicità del servizio. Una grande impresa o un Consorzio, lavorando su importanti flussi di traffico, ottimizza la prestazione. Oggi si lavora sui grandi numeri e sulle grandi sfide; solo in questo modo è possibile competere con il “sistema Europa”, non solo in termini di risposta al mercato ma instaurando anche un rapporto diverso con le Istituzioni, per far comprendere il peso dell’autotrasporto nella fase di definizione delle regole: un autista spagnolo, ad esempio, costa ventimila euro in meno rispetto a un autista italiano. L’autotrasporto, non è più un puro e semplice servizio ma una voce importante che influenza in modo determinante non solo la capacità produttiva ma, soprattutto, la competitività di un Paese. Un altro aspetto fondamentale è quello della intermodalità che non è una ricetta dettata a caso da qualcuno ma un vero e proprio sistema di integrazione fra gomma, treno e nave: in Italia c’è ancora molta diffidenza rispetto ad altri Paesi europei ma è un tema importante che richiede maggiore consapevolezza.

Come si colloca il Consar in un sistema ancora in sofferenza?

La crisi iniziata nel 2008 ci ha lasciato con 9 milioni di euro in meno di fatturato. Però abbiamo avuto la forza di reagire recuperando un buon risultato produttivo con il contributo fondamentale dei dipendenti e dei soci. Le previsioni ci dicono che nel 2017 supereremo l’anno migliore prima della crisi. Abbiamo aperto filiali ad Ancona, Bologna e Verona, una scelta che ci ha rafforzato sul mercato e nel 2016 è avvenuta  l’incorporazione della Trascoop di Forlì. Stiamo guardando anche alla Toscana, Firenze in particolare. Senza dimenticare la fase di espansione del Grar, una cooperativa specializzata nella piccola distribuzione e nel facchinaggio, che conta 45 soci con un fatturato di sei milioni di euro che, unitamente alla piattaforma logistica, ci permette di offrire dei servizi di magazzinaggio di elevata qualità.

La vostra strategia per il futuro?

Oggi il primo grande impegno di Consiglio e Direzione è la valorizzazione del socio attraverso un’attenta valutazione dello stato di salute della sua azienda per aiutarlo a crescere; se il Consar risponderà adeguatamente al socio, crescerà di conseguenza l’intera struttura che non vuole diventare qualcosa di diverso da quello che è, vale a dire un servizio alla mobilità delle merci. Non deve tuttavia mancare il confronto con il mondo degli operatori portuali per verificare se ci possono essere delle sinergie su cui ragionare per rafforzare la proposta alle aziende socie.
Il Consar, inoltre, è disponibile, assieme ad altre strutture dell’autotrasporto, a un confronto con tutti gli attori istituzionali e non, che permetta di valutare correttamente il territorio, la qualità del mercato oltre all’ideazione e attuazione di progetti comuni.

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