Industria 4.0, la parola agli imprenditori

Nello scorso numero di Tempo d’Impresa abbiamo parlato di Industria 4.0, fornendo un quadro di riferimento sulle otto aree di intervento della Commissione Europea per promuovere lo sviluppo della quarta rivoluzione industriale e sui cinque pilastri indicati nell’indagine della X Commissione, per attuare una strategia digitale italiana. Da questo numero vogliamo dare voce all’esperienza diretta degli imprenditori.

Ne parliamo con Roberto del Mastro, amministratore di OC Open Consulting, impresa di Ravenna che si occupa di servizi di teleassistenza e sviluppo software e contenuti per video academy aziendali, chiedendo come la sua impresa si relaziona con l’ampio tema di Industria 4.0.

“Con la nostra azienda, dalla sua fondazione impegnata a diffondere strumenti di condivisione della conoscenza nelle aziende tecnologiche, abbiamo avuto la fortuna di vivere sin dall’inizio quello che oggi viene definito Industria 4.0. In Italia si è iniziato molto tardi a parlarne ufficialmente, addirittura nelle Istituzioni solo quest’anno, ma essendo il nostro Paese fra i leader dell’automazione industriale, in realtà esistono da  tempo eccellenze in tal senso. Per esempio, la fiera tedesca SPS IPC Drives, che presenta tutti i leader mondiali del settore, non per niente si svolge in Germania e, ogni anno, anche a Parma.

Industria 4.0 si riassume nel far parlare gli impianti e i macchinari con l’operatore in modo più attivo e  intelligente che nel passato. L’aspetto che ci riguarda da vicino con la nostra azienda OC è quello legato al servizio post vendita e assistenza. Ravenna è in qualche modo parte di storia in questo, allo stabilimento ANIC nacque il primo Sistema Informativo di Manutenzione in Italia nell’industria (ai tempi sviluppato da IBM ed ENI), che puntava semplicemente ad avvisare l’uomo dei tempi giusti per manutenere un impianto e “trovava” il pezzo di ricambio nei tanti stabilimenti del gruppo. Internet non esisteva ovviamente, e il collegamento fra i computer delle aziende ENI era garantito da ponti radio.

Oggi le possibilità offerte dalla rete Internet sono molto più potenti e dettagliate. Per esempio, è possibile - ed è quello di cui ci occupiamo noi in OC - riconoscere la posizione di un operatore in un impianto, e in funzione di un allarme generato dal software di un macchinario, proporgli - per esempio sul cellulare - indicazioni e video precisi della procedura da eseguire in funzione esattamente di quell’allarme e della posizione. Oppure aiutare in modo automatico un cliente dall’altra parte del pianeta a risolvere un problema operativo da sé, interagendo con una app, senza aspettare la mattina dopo per chiamare il centro assistenza in Europa. Le tecnologie sono in piena evoluzione e sicuramente il mercato cambierà notevolmente in funzione delle possibilità tecnologiche.

Personalmente ritengo che questo sia uno dei comparti economici su cui puntare, visto che il settore del macchinario vede le aziende italiane in prima fila e, fra queste, tante eccellenze nella nostra regione”. A chi deve interessare questo tema? Da un lato a tutti gli imprenditori che intendono vendere in modo globale e creare un vantaggio competitivo per sé e per i propri clienti. E’ finito il tempo in cui si vende solo col prezzo, le aziende europee e italiane vendono all’estero se sono migliori nel prodotto e nei servizi.

Dall’altro ai giovani, perché è un settore stimolante e internazionale. Concludo con la speranza che le istituzioni della nostra Regione si muovano in fretta per raggiungere chi ha già fatto passi importanti, come in Lombardia con il centro “Kilometro Rosso” o in Trentino con il “Polo della Meccatronica”.

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