La proprietà industriale come leva competitiva

In un'economia globale altamente competitiva come quella di oggi, le aziende dipendono sempre di più dalle proprie idee, conoscenze e innovazioni. La crisi economica ha dimostrato che le imprese che hanno investito in innovazione, ne sono uscite prima e meglio di chi ha solo ridotto i costi. Le PMI si distinguono per la loro “storica” capacità di innovare in molti campi produttivi. E’ imprescindibile proteggere i frutti delle loro invenzioni tramite un’efficace tutela dei diritti di proprietà intellettuale, ed è qui che le micro e piccole imprese incontrano i primi ostacoli.

Gli investimenti in proprietà industriale sono visti come un qualcosa che è appannaggio delle grandi aziende ed è opinione comune che la tutela di marchi, brevetti e design sia un costo e non un investimento. Tutto ciò determina una scarsa propensione delle nostre PMI alla brevettabilità delle invenzioni, le induce a ignorare il know how aziendale come patrimonio da salvaguardare, le porta a progettare la tutela dei propri segni distintivi solo quando altri se ne appropriano o quando il business si è già consolidato, soprattutto all’estero.

È invece vitale sottolineare che il patrimonio intangibile delle aziende, è un fattore di competitività troppo importante per essere lasciato al caso. Illuminante è il caso capitato alcuni anni fa, quando una nota azienda di abbigliamento ha diversificato la propria produzione introducendo nel mercato una linea di accessori e investendo moltissimo in pubblicità. Dopo il lancio dei nuovi prodotti, nel momento in cui si sono posti il problema della tutela, hanno avuto l’amara sorpresa di trovare marchi registrati anteriori, pressoché identici in diversi Paesi dell’Unione Europea. Risultato: la società ha dovuto cambiare il marchio, vanificando così tutti gli investimenti realizzati.

Attendere il consolidamento del prodotto sul mercato prima di procedere alla tutela presta il fianco ad alcuni pericoli: innanzitutto, l’accaparramento da parte dei “soliti furbetti” del segno; in secondo luogo, la necessità di dover modificare i propri segni a causa della presenza di marchi anteriori, per non parlare poi degli aspetti legati al brevetto dove la normativa impone di procedere al deposito prima di qualunque forma di vendita o divulgazione del prodotto, pena la nullità del brevetto. Tuttavia, la consapevolezza sul ruolo strategico che hanno i diritti di proprietà industriale sta cambiando, tanto che il Ministero dello Sviluppo Economico negli ultimi anni ha adottato misure dirette a sostenere finanziariamente l’investimento.

Tutto ciò per dire che per aumentare la competitività delle piccole realtà imprenditoriali vale l’antico detto “prevenire è meglio che curare” e nell’ambito della proprietà industriale, ciò significa “tutelare preventivamente è meglio che difendersi contro gli usurpatori del diritto”, a tutto vantaggio del proprio mercato e della soddisfazione dei clienti.

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