L’autoriparazione oggi

autoriparazioni

Le condizioni di lavoro con le quali oggi convivono le imprese dell’autoriparazione sono sempre più preoccupanti per una serie di motivi.


Il primo elemento da considerare è costituito, con certezza, dall’evidente aumento degli interventi eseguiti dalle nostre officine. Se però analizziamo le cause di tale maggior richiesta ci accorgiamo che questo non ha solo effetti positivi: crescono infatti anche le problematiche alle quali far fronte come, ad esempio, le maggiori difficoltà a incassare le riparazioni effettuate.


Non possiamo dimenticare che il perdurare della crisi economica del Paese, non solo ha fatto invecchiare radicalmente il parco veicolare, ma ne ha peggiorato enormemente le condizioni.
Le richieste di intervento non sono più rinviabili, ma non sono certamente migliorate le possibilità di sostenere tali costi. Per non citare l’evidente riduzione dei margini operativi, a seguito dell’esplosione del fenomeno dei ricambi acquistati in rete, o dovuti al proliferare dei contratti di manutenzione di grandi clienti che li forniscono direttamente.


Questo nuovo sistema di lavoro assume proporzioni sempre più ampie, aumentando i tempi di intervento che i clienti non vogliono in alcun modo riconoscere alle officine.


Questa riflessione è utile anche per evidenziare lo stato dell’arte del sistema revisione veicoli, l’affidamento delle concessioni ai centri privati ha mostrato le potenzialità delle imprese private chiamate a erogare un servizio pubblico. Sistema che ha avuto come principale effetto virtuoso, l’aumento innegabile del livello
di sicurezza dei mezzi impegnati nella circolazione stradale, ma che ha anche fatto comprendere agli automobilisti la necessità di preparare i veicoli, nelle loro officine di fiducia, a un controllo più accurato. Il
rapporto di collaborazione con l’amministrazione preposta alla gestione del sistema, ha dimostrato ancora una volta che i sacrifici sono richiesti solo ai Centri privati, la decisione di aumentare il sistema di incasso e il costo dei diritti ministeriali non solo è inutilmente burocratico, ma è cambiato senza neppure comunicarlo a chi lo deve spiegare all’utenza.


Il Protocollo MCTCNet2 è costato ai Centri privati sia in termini di tempo sia di risorse ma il Ministero non ha ancora adeguato le tariffe per i Centri privati.

 

 

Perché CNA