Lavoratori e lavoratrici autonome: Estese le tutele per maternità/paternità

L’INPS ha pubblicato la circolare n. 128/2016, nella quale fornisce le istruzioni in merito alle novità  legislative introdotte dal D.Lgs. n. 80/2015, che ha introdotto un’indennità di paternità in favore dei lavoratori autonomi e ha previsto maggiori periodi di tutele in caso di adozione e affidamento.

INDENNITÀ DI PATERNITÀ: per effetto di tali modifiche il padre lavoratore autonomo (artigiano, commerciante) può fruire dell’indennità di paternità al verificarsi delle seguenti condizioni: morte o grave infermità della madre; abbandono del figlio da parte della madre; affidamento esclusivo del figlio al padre. L’indennità di paternità è riconoscibile dalla data in cui si verifica l’evento fino alla fine del periodo post  partum che sarebbe spettato alla madre lavoratrice. In particolare, se la madre è lavoratrice dipendente, il congedo post partum coincide con i 3 mesi dopo il parto più eventuali periodi di congedo di maternità ante partum non goduti; se la madre è lavoratrice autonoma, l’indennità post partum spetta soltanto per i 3 mesi dopo il parto.
Non esiste alcun obbligo per i padri autonomi di astensione dal lavoro nei periodi  indennizzati a titolo di indennità di paternità, analogamente a quanto previsto per le lavoratrici autonome. L’indennità è riconoscibile in relazione agli eventi verificatesi dal 25 giugno 2015, data di entrata in vigore della riforma ed è riconosciuta alle stesse condizioni e nella stessa misura prevista per l’indennità a favore delle lavoratrici madri, purché il padre, lavoratore autonomo, sia iscritto a una delle gestioni INPS per i lavoratori autonomi e sia in regola con il versamento dei contributi per il periodo  indennizzabile a titolo di paternità. Essa è calcolata in base alle stesse regole previste per l’indennità di maternità; per il 2016 l’importo giornaliero per artigiani e commercianti è pari a euro 38,14.
E’ riconosciuta a domanda ed è soggetta al termine prescrizionale di un anno a decorrente dal giorno successivo alla fine del periodo indennizzabile. Non è prevista la possibilità di rinuncia all’indennità da parte della madre, lavoratrice dipendente o autonoma, a favore del padre lavoratore autonomo.

ADOZIONE O AFFIDAMENTO: l’indennità spettante alle lavoratrici autonome, madri adottive o affidatarie, è stata equiparata, con il D.Lgs. n. 80/2015, a quella spettante alla lavoratrici dipendenti pertanto, anche a queste lavoratrici spetta un periodo di astensione di 5 mesi a prescindere dall’età del minore all’atto dell’adozione o affidamento secondo le modalità già previste per le lavoratrici dipendenti.
In caso di adozione o affidamento preadottivo nazionale, l’indennità spetta per i primi 5 mesi  successivi all’effettivo ingresso del minore nella famiglia della lavoratrice; in caso di adozione o affidamento preadottivo internazionale, l’indennità può essere richiesta anche prima dell’ingresso del minore in Italia, durante il periodo di permanenza all’estero per l’incontro con il minore e gli adempimenti relativi alla procedura adottiva. In tale circostanza, l’Ente autorizzato a curare la procedura di adozione è chiamato a certificare la durata del periodo di permanenza all’estero della lavoratrice. Tale certificazione va allegata alla domanda di indennità da presentare all’INPS ai fini del pagamento diretto della prestazione. L’indennità per l’eventuale periodo residuo va fruita, comunque, entro i cinque mesi successivi all’ingresso del minore in Italia. Nel caso di affidamento non preadottivo di minore, l’indennità può essere fruita per periodi compresi nei cinque mesi dall’affidamento, per un periodo massimo di 3 mesi. Durante il periodo indennizzato la lavoratrice deve risultare iscritta a una delle gestioni autonome dei lavoratori autonomi ed essere in regola con i versamenti contributivi a copertura dei periodi indennizzati.
Anche per le adozioni e gli affidamenti non sussiste l’obbligo di astensione dall’attività lavorativa ai fini dell’indennità di maternità. La riforma in esame trova applicazione per gli ingressi in famiglia o in Italia che si sono verificati dal 25 giugno 2015.

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