Le prospettive del Trasporto Pubblico Locale in Regione

L’assessore regionale alla Mobilità, Raffaele Donini, ha recentemente illustrato a Ravenna le prospettive del Trasporto Pubblico Locale (TPL) in Emilia-Romagna. La situazione è complessa. Mentre in Romagna gli Enti Locali hanno già costituito la nuova Agenzia della Mobilità AMR, in Emilia c'è ancora diversità di vedute.

Tale contesto lascia ipotizzare che, da Bologna in su, la nuova gara del TPL ci sarà nel 2020, dopo la scadenza dell’attuale contratto di servizio di TPER. La Regione può giocare un ruolo importante creando una Holding delle aziende pubbliche che razionalizzi costi e progetti.

In questo quadro si apre un problema per la Romagna: prepararsi per esperire la propria gara nel 2018 o nel 2019, oppure attendere la scadenza del 2020 e acconciarsi a realizzare una gara unica regionale? L’assessore Donini non ha assunto una posizione a priori, affermando di voler decidere con gli Enti Locali e con i dirigenti delle aziende pubbliche, ma ha posto un limite temporale.  La decisione deve essere presa entro giugno.

Il problema è dirimente, e coinvolge le strategie dei Comuni romagnoli, in primis dei quattro più importanti: Ravenna, Rimini, Cesena, Forlì. Da un lato, una gara del TPL in Romagna, che probabilmente sarebbe l’ambito ottimale per il funzionamento gestionale, darebbe la possibilità di offrire servizi modellati sulle esigenze dei cittadini e dei territori. Siamo una terra di pianura e di collina, con piccoli borghi, ma con un distretto turistico di grande rilievo. Insomma, abbiamo caratteristiche che meritano di essere valorizzate. Di converso, una gara in Romagna, che è ovviamente una realtà più piccola dell’intera regione, è esposta, con minori capacità di resistenza, all’assalto dei grandi gruppi nazionali ed europei, che certo non mancherà. E’ necessario, pertanto, aprire un confronto con gli Enti Locali sulla gara da bandire.

Le aziende private del settore chiedono che gli amministratori scelgano criteri per l’affidamento improntati esclusivamente ai bisogni degli utenti, sulla capacità di gestire i servizi, che trascurino colline, forese e trasporto scolastico. Sarebbe deleterio per la nostra comunità non tenere conto dell’esperienza, della flessibilità e della conoscenza delle esigenze del trasporto che le imprese private sono state in grado di acquisire in vari decenni di avanzata collaborazione fra pubblico e privati. Le gare TPL non devono in alcun modo contenere fra i requisiti di partecipazione criteri finanziari, che sposterebbero artificiosamente gli equilibri in ambiti estranei al servizio pubblico di linea.

Dal punto di vista etico, poi, la situazione meriterebbe un esame ancora più circostanziato se a gareggiare fossero gruppi pubblici nazionali, finanziati dal Ministero del Tesoro con le tasse dei cittadini, determinando una concorrenza in condizioni di privilegio con le aziende che vivono nel mercato. Comunque, tra gli aspetti positivi si rileva la disponibilità al confronto espressa dall’assessore Donini e, soprattutto, in smentita di voci preoccupanti, il riconoscimento al contributo delle aziende private che ha voluto esplicitamente formalizzare.

Si apre un periodo di scelte importanti per l’Area Vasta romagnola. Le aziende private del Coerbus parteciperanno da protagoniste al dibattito, fornendo un contributo di esperienza, idee e volontà di crescere, in accordo e collaborazione con l’azienda pubblica.

di Bruno Ricci Petitoni

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