Nasce la nuova Agenzia per la Mobilità Romagnola: chiara la distinzione tra i ruoli di indirizzo e controllo e quelli di gestione

La tanto attesa Agenzia unica della Mobilità Romagnola, pur nascendo con diversi anni di ritardo, ha raggiunto l’obiettivo di uno snellimento e di un riassetto dei ruoli e delle competenze degli enti regolatori del Trasporto Pubblico Locale che sancisce la distinzione tra i ruoli di indirizzo e controllo e quelli di gestione. A dirigere il nuovo ente è stata chiamato Pier Domenico Laghi, una persona esperta e competente, già amministratore unico dell’Agenzia della Mobilità AmbRa di Ravenna.

COERBUS, il consorzio che raggruppa 37 aziende private romagnole, che nel TPL collaborano da decenni con l’azienda pubblica (ora chiamata Start Romagna), saluta come un fatto positivo il cambiamento attuato.

L’intero settore soffre dei ritardi accumulati negli anni e necessita di uno scatto per integrare i vari territori e ascoltare le richieste dei cittadini per i loro bisogni di mobilità. La predisposizione della gara per l’affidamento del TPL in Romagna, stante il tempo trascorso, deve certamente aiutare l’integrazione del territorio, accertare e riconoscere i cambiamenti avvenuti nella realtà sociale, nei flussi di traffico e nelle condizioni economiche della gestione dei servizi.

A nostro avviso deve anche fare un passo avanti nel rapporto pubblico/privato, riconoscendo alle aziende private uno status di pari dignità. Il mondo privato, anche nel trasporto pubblico, non è la malattia, ma la medicina per un paziente esausto (il diritto dei cittadini alla mobilità).

Esiste, inoltre, un altro problema che va subito affrontato. Stavolta le gare saranno combattute, molto probabilmente si presenteranno concorrenti internazionali e grandi gruppi, pubblici e privati, nazionali. Si pensi che saranno posti a gara circa 24 milioni di chilometri di servizio, sarà interessato un milione di cittadini (per tacere dei turisti). La Romagna, nonostante tutte le magagne indotte dalla crisi, è ancora una sub-regione avanzata e relativamente tranquilla. Presenta quindi tutte le caratteristiche per essere appetibile dai gruppi che operano nella mobilità.

In questo contesto, nel rispetto delle normative europee, in totale trasparenza, gli Enti Locali e, per essi, l’Agenzia devono scegliere se privilegiare una semplice monetizzazione del servizio o se intendono preservare la realtà territoriale che ha aspetti economici ( le aziende vivono e creano reddito in Romagna), sociali (un’occupazione rispettosa dei diritti dei lavoratori che supera, per la sola realtà privata, le 500 unità) e storici ( l’identità del territorio si è costruita nell’ultimo secolo anche attorno alle aziende ex-municipalizzate).

Le gare si vincono giustamente per la qualità dell’offerta; non pretendiamo certo condizioni di favore in nome di malintesi campanilismi. Ma se si pensa soprattutto a monetizzare, si apre la strada all’arrivo di gruppi multinazionali che prendono le risorse che la Romagna offre e le allocano altrove; se si costruisce un percorso di integrazione territoriale, invece, chiunque risulti vincitore, deve essere indotto a investire nel territorio, e a restituire al territorio gran parte di ciò che riceve.

Essere europei e onesti non deve significare aprire le porte ai barbari; basta osservare la Francia e la Germania, che hanno saputo tutelare le aziende del settore e hanno consentito, sia alle pubbliche che alle private, la loro crescita e affermazione a livello internazionale. Auspichiamo pertanto che la neonata Agenzia per la Mobilità Romagnola imbocchi questa seconda positiva opzione.

Perché CNA