Nuovi pensionati in calo del 22%: Con la Riforma Fornero l’innalzamento dell’età pensionabile fa sentire i suoi effetti

L’INPS ha pubblicato il monitoraggio dei flussi di pensione 2016 che fotografano la situazione e gli effetti della Riforma Fornero sul sistema previdenziale italiano confrontando i dati 2015 con quelli del 2016. Per prima cosa un dato: seguendo il trend discendente degli ultimi anni, nel 2016 le nuove pensioni sono diminuite di oltre il 22% rispetto all’anno precedente, per via dell’innalzamento di quattro mesi dell’aspettativa di vita generale e dell’età pensionabile di vecchiaia delle donne, passata a 65,7 anni per le lavoratrici dipendenti e 66,1 anni per le lavoratrici artigiane, commercianti e parasubordinate.

Secondo i dati dell’Osservatorio INPS, infatti, le pensioni liquidate nel 2015 sono state 570.002, mentre nel 2016 sono state 443.477. Sono calati in particolare i trattamenti di anzianità, passati da 157.522 a 112.529. Inoltre dalle tabelle dell’INPS emerge un dato significativo: il 44%, la fetta più grossa, è destinato ai trattamenti per i superstiti, il 30% alle pensioni di anzianità, mentre il 14% a quelle di vecchiaia e il 12% a quelle di invalidità.

Capitolo esodati: sono 137.095 quelli rientrati nelle prime sette salvaguardie. Sono i lavoratori dipendenti ad andare di più in pensione, sono infatti quasi la metà della platea totale; da 319.077 del 2015 sono scesi comunque a 252.131 nel 2016, -21%, con aumento medio della pensione di 3 euro, da 1.218 euro a 1.221 euro. In calo anche i nuovi pensionati commercianti, da 56.809 del 2015 a 43.232 unità, con una riduzione della pensione di 24 euro, da 935 euro a 911 euro (-2,6%). Assegno ancora più leggero per gli artigiani, con i nuovi pensionati passati da 73.792 del 2015 a 56.749 (-23,1%) del 2016, per un assegno minore di 39 euro, da 985 euro nel 2015 a 946 euro nel 2016.

Il calo più drastico dei nuovi pensionati riguarda la pensione sociale, -28,7%, passando da 48.297 a 34.411 nuovi pensionati con assegno che aumenta però di 4 euro, da 395 euro del 2015 e 399 euro del 2016. I parasubordinati calano di oltre il 20%, passando da 35.230 nuovi pensionati del 2015 a 28.072 nel 2016, con un importo di pensione medio che si attesta nel 2016 a 192 euro.

In generale, quindi, oltre al calo di nuovi pensionati si nota una tendenza negativa riguardo anche gli importi delle pensioni. Nel 2015 sono stati liquidati 51.217 trattamenti fino a 500 euro, numero che cala a 38.892 nel 2016; le pensioni fino a 1.000 euro erano 125.303 nel 2015 per passare a 101.397 nel 2016.

Sono in calo anche le pensioni “d’oro”: quelle di oltre 3.000 euro e più erano 19.034 nel 2015, e sono 15.166 nel 2016. L’importo medio dell’assegno pensionistico si attesta, nel 2016, a 987 euro. Aumentano invece l’età media delle decorrenze delle pensioni liquidate: per i lavoratori artigiani per la pensione di vecchiaia si passa da 66,3 anni di età del 2015 a 66,4 del 2016; per la pensione di anzianità da 60,4 anni di età del 2015 a 60,8 del 2016.

Perché CNA