Nuovo Codice degli Appalti: a rilento le gare bandite dalle Stazioni Appaltanti

Sono passati oramai diversi mesi dall’approvazione del nuovo Codice degli Appalti Pubblici (D.Lgs n. 50/2016) ma ci troviamo di fronte a un sostanziale “blocco” delle Stazioni Appaltanti che, proprio in conseguenza delle nuove regole, non indicono più gare pubbliche.

L’Autorità di vigilanza sui lavori pubblici, al fine di verificare l’andamento relativo alla domanda di appalti pubblici, ha elaborato i dati contenuti nella BDNCP (Banca Dati Nazionale Contratti Pubblici) relativamente a lavori, servizi e forniture, tenendo conto dell’entrata in vigore del nuovo Codice: questi dati mostrano una forte riduzione della domanda dei lavori pubblici nel 1° semestre 2016.

Prima dell’entrata in vigore la percentuale media ha evidenziato – rispetto all’analogo periodo del 2015 - una riduzione pari al 16% relativamente al numero degli appalti e al 33% relativamente all’importo, con oscillazioni più o meno ampie a seconda della classe di importo e del mese di riferimento. Dopo l’entrata in vigore del nuovo Codice, invece, nel periodo compreso tra il 19 aprile e il 30 giugno 2016, tale riduzione rispetto all’analogo periodo del 2015 è risultata più accentuata con valori medi nell’ordine del 52% in termini di numerosità e del 62% in termini di importo.

Come CNA ribadiamo la necessità che la disciplina attuativa del nuovo Codice degli Appalti Pubblici confermi i princìpi di semplificazione e trasparenza di un mercato fondamentale per le imprese.

È necessario però che le Stazioni Appaltanti procedano celermente ad aggiudicare le gare, superando il problema dell’affidamento su progetto esecutivo e sul sistema di aggiudicazione che sembrano essere i principali ostacoli per questi ritardi.

CNA Costruzioni ritiene che questo nuovo regolamento possa rilanciare un settore in profonda crisi e favorire crescita e occupazione, qualificando imprese e Stazioni Appaltanti, ma chiede che, al più presto, venga convocato un tavolo istituzionale, alla presenza di tutte le Organizzazioni di rappresentanza delle imprese, per completare la disciplina degli appalti in modo corretto e coerente, e per monitorarne l’attuazione in ogni sua fase.

Perché CNA