Part-Time agevolato: l'opportunità per chi è vicino al pensionamento

Part time agevolato per pensioni

Con il Decreto Interministeriale del 13/04/2016, l’Esecutivo ha dato il via alla procedura amministrativa che permetterà, su base volontaria, l’accompagnamento alla pensione di vecchiaia, con riduzione della prestazione lavorativa.

I lavoratori dipendenti del settore privato che hanno in corso un rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato, che maturano entro il 31 dicembre 2018 il requisito anagrafico per il conseguimento al trattamento pensionistico di vecchiaia e che hanno maturato i requisiti minimi di contribuzione per tale trattamento, possono, d’accordo con il datore di lavoro, trasformare il rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale con riduzione dell’orario di lavoro tra il 40% e il 60%.


Il contratto avrà durata pari al periodo intercorrente tra la data di accesso al beneficio e la data di maturazione del requisito anagrafico per il diritto alla pensione di vecchiaia, in ogni caso non oltre il 31/12/2018.

Per accedere al beneficio è necessaria una certificazione rilasciata dall’INPS in cui si attesta che il lavoratore possiede almeno 20 anni di contribuzione all’assicurazione generale obbligatoria e che, entro il 31/12/2018, maturerà i requisiti anagrafici per il pensionamento di vecchiaia (66 anni e 7 mesi). Si tratta di un passaggio obbligatorio, attivabile su richiesta del lavoratore interessato.


Il lavoratore, in relazione alla riduzione di orario, andrà a percepire una retribuzione pari alle ore lavorate ma il datore di lavoro, mensilmente, deve erogare allo stesso una somma pari alla contribuzione che avrebbe versato per le ore non lavorate. Tale importo è esente da IRPEF e non è soggetto a contribuzione. Le ore non lavorate sono coperte dall’INPS con la contribuzione figurativa, particolarmente favorevole in quanto esplica effetti benefici sulla futura pensione del lavoratore.


Per perfezionare l’iter, è necessario l’assenso della Direzione territoriale del Lavoro e dell’INPS il quale è tenuto a decidere per l’accoglimento o la reiezione anche in funzione della disponibilità delle risorse assegnate.


Anche se dal provvedimento non traspare, l’Esecutivo spera che, a fronte di un certo numero di possibili trasformazioni a tempo parziale, possa partire una “staffetta generazionale” con giovani destinati, progressivamente, a prendere nell’organico il posto dei lavoratori più anziani.


Non c’è un obbligo di assunzione per un numero di ore pari a quelle ridotte, ma i datori di lavoro, ricorrendone le condizioni, possono sfruttare, nel corso del 2016, l’esonero contributivo biennale pari al 40% della quota contributiva a loro carico fino a un massimo di 3.250 euro l’anno o attivarsi con un contratto di apprendistato professionalizzante (con cospicue agevolazioni di natura economica, contributiva, fiscale e normativa).

Perché CNA