Principali modifiche all’art. 13 del Decreto Liquidità

Il Decreto Liquidità dell'8 aprile 2020, che ha previsto i finanziamenti per l’emergenza Covid-19 con l’intervento del Fondo Centrale di Garanzia, è stato convertito finalmente il legge in data 5 giugno 2020.
Sono state apportate alcune modifiche all’art. 13 “Fondo centrale di garanzia PMI” (che riprendeva alcune misure del precedente Cura Italia). Si ricorda che le modifiche sono state approvate dalla Commissione Europea e, come da circolare del Mediocredito Centrale, saranno operative del 19 giugno.

Ecco i principali le principali e più significative modifiche:

  • La garanzia del Fondo Centrale può essere cumulata con ulteriore garanzia di un Consorzio di Garanzia (come il nostro Confidi di riferimento: ARTIGIANCREDITO) fino alla copertura al 100% del finanziamento;
  • Per la rinegoziazione del debito è possibile chiedere una quota aggiuntiva di nuovo prestito fino al 25% (dal 10% del Decreto) del debito residuo;
  • La garanzia viene concessa anche per posizioni classificate come inadempienze probabili o come esposizioni scadute e/o sconfinanti prima del 31 gennaio 2020, se alla data del decreto (8 aprile 2020), tali esposizioni non erano più classificabili come deteriorate, non presentavano arretrati e la banca poteva presumerne il rimborso integrale;
  • Per i finanziamenti con copertura 100%, viene estesa la durata del piano di ammortamento da 72 a 120 mesi. Viene innalzato l’importo da 25.000€ a 30.000€ (sempre fino ad un massimo del 25% dei ricavi o il doppio dei costi salariali dell’ultimo bilancio o dichiarativo). Vi è la possibilità di autocertificazione del 25% dei ricavi 2019;
  • Per i soggetti che hanno già ricevuto i 25.000€ è possibile richiedere l’adeguamento alle nuove condizioni di cui al punto precedente;
  • Per le richieste di finanziamento per le imprese fino a 3,2 milioni di ricavi viene applicato il criterio del 25% dei ricavi o il doppio dei costi salariali del 2019, con preammortamento fino a 24 mesi.
  • Le CCIAA possono concedere alle imprese contributi in conto commissioni di garanzia per abbattere i costi delle garanzie concesse da soggetti autorizzati (Confidi).

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