Quota 100 e Opzione Donna: nuove possibilità per anticipare la pensione

Quota 100

Il Governo ha approvato lo scorso 17 gennaio il Decreto Legge contenente la cosiddetta Quota 100, una proposta per anticipare l'età pensionabile per i lavoratori iscritti presso l'assicurazione generale obbligatoria, le gestioni speciali dei lavoratori autonomi, la gestione separata dell'INPS e i fondi sostitutivi ed esclusivi dell'assicurazione generale obbligatoria. L'idea parte dal presupposto di ripristinare il vecchio sistema delle quote, abolito dalla Riforma Fornero del 2011, consentendo al lavoratore di sommare l'età anagrafica a quella contributiva per raggiungere un valore che consente l'uscita. Nel caso della Quota 100 la somma dei valori di età e contributi deve raggiungere, per l'appunto, il valore 100. Il Decreto approvato dal Governo prevede un'unica combinazione per centrare l'uscita: 62 anni di età e 38 anni di contributi. Secondo le stime del Governo nei prossimi anni con questa combinazione potrebbero lasciare il posto di lavoro 300mila lavoratori, in particolare uomini del settore statale. La misura ha carattere sperimentale per tre anni: vale per chi ha maturato i requisiti nel 2018 o li maturerà entro il 31 dicembre 2021. Non è prevista alcuna penalità sulle regole di calcolo dell’assegno. La pensione Quota 100, però, non è cumulabile, a far data dal primo giorno di decorrenza della pensione e fino alla maturazione dei requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia con il reddito da lavoro dipendente o autonomo, ad eccezione di quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale nel limite previsto dalle disposizioni vigenti (5.000,00 euro all’anno). I lavoratori, per usufruire della prestazione pensionistica devono quindi cessare il rapporto di lavoro se dipendenti o cessare l’attività se autonomi. È bene perciò valutare attentamente se cogliere questa opportunità oppure usufruire della pensione con le regole della pensione anticipata o della pensione di vecchiaia secondo la normativa della legge Fornero che, per gli autonomi, non prevede l’interruzione del proprio lavoro. La quota 100 vede, inoltre, il ritorno a un sistema di finestre mobili differenziate tra settore privato e pubblici dipendenti: 3 mesi per i primi e 6 mesi per i secondi dalla data di maturazione dei requisiti. Con la prima uscita fissata al 1° aprile 2019 (per il settore privato) e al 1° agosto 2019 (per il settore pubblico) per coloro che hanno maturato i requisiti nel 2018.

Opzione Donna

Si tratta di una possibilità già introdotta dalla Legge Maroni (articolo 1, comma 9 della Legge 243/04) che consente di anticipare l'uscita dal lavoro di diversi anni rispetto alle regole ordinarie che, nel 2019, chiedono in alternativa o il perfezionamento di almeno 41 anni e 10 mesi di contributi indipendentemente dall'età anagrafica (pensione anticipata) o il raggiungimento di un'età anagrafica pari a 67 anni unitamente a 20 anni di contributi (pensione di vecchiaia). Con l'Opzione Donna si può uscire invece con un anticipo di diversi anni rispetto ai requisiti sopra indicati a patto però di accettare un assegno interamente calcolato con il sistema contributivo. Il beneficio è riconosciuto nei confronti delle lavoratrici che entro il 31 dicembre 2018 hanno maturato un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni e un’età anagrafica pari o superiore a 58 anni per le lavoratrici dipendenti e a 59 anni per le lavoratrici autonome. Per questa tipologia di prestazione viene reintrodotta la cosiddetta “fine tra mobile” secondo la quale l’assegno viene erogato dopo 12 mesi dalla maturazione dei predetti requisiti per le dipendenti e 18 mesi per le autonome. Per effetto del passaggio al sistema di calcolo totalmente contributivo le lavoratrici che optano per il regime in questione subiscono mediamente una decurtazione sull'assegno pensionistico che oscilla intorno al 25-35% rispetto alla pensione liquidata con il sistema retributivo o misto. Il taglio è tuttavia molto variabile a seconda dell'età della lavoratrice e dalla retribuzione e anzianità contributiva maturata alla data di decorrenza della stessa.

Per informazioni più dettagliate è possibile prendere un appuntamento presso il Patronato EPASA-ITACO Cittadini e Imprese presente negli Uffici CNA di Ravenna Nord, Cervia, Faenza e Lugo.

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