Riforma delle Pensioni - Il 2016 sarà l’anno della flessibilità?

Il Presidente della Commissione Lavoro alla Camera, Cesare Damiano, ricorda l’impegno sulla Riforma Pensioni 2016 con flessibilità in uscita: proposta di prepensionamento.

Nella Legge di Stabilità 2016 non sono state inserite importanti novità in tema di riforma delle pensioni e, in particolare, quella della flessibilità in uscita.

La riforma, spiega Cesare Damiano, offre ai lavoratori la possibilità di scegliere: “Chi fa un lavoro non faticoso e soddisfacente potrà proseguire fino al requisito normale di pensionamento, ma chi ha un lavoro pesante e senza soddisfazioni e ritiene di poter sostenere una decurtazione, avrà la possibilità di uscire. In più si crea un’uscita di sicurezza per chi perde il lavoro dopo i 60 anni.

Quella delle pensioni è una riforma per l’occupazione”. In una precedente intervista, in riferimento a una recente indagine sui potenziali beneficiari delle misure di flessibilità ribadisce la tesi che sta sostenendo da tempo: “Non tutti i lavoratori potenzialmente coinvolti sono interessati a questa soluzione”.

Secondo il sondaggio, soltanto il 49% accetterebbe un anticipo dell’uscita dal lavoro con penalizzazioni che riducono in modo permanente l’entità dell’assegno pensionistico.

Di questo 49%, soltanto il 2% lo farebbe senza condizioni e il 30% soltanto nel caso in cui il taglio non fosse superiore al 5%.

Il restante 68% (sempre del 49%) accetterebbe un taglio dell’assegno pensionistico anche del 10-15%. Da questi dati è possibile stabilire le risorse finanziarie necessarie per adottare la flessibilità in uscita come misura strutturale.

Il Presidente della Commissione Lavoro ricorda: “La mia proposta, com’è noto, prevede l’uscita dal lavoro a partire dai 62 anni con 35 di contributi e l’8% di penalizzazione.

L’INPS l’ha valutata con un costo di 8 miliardi: una cifra, a mio avviso, esagerata e sbagliata, perché considera l’intera platea dei potenziali beneficiari. L’indagine, invece, indica un massimo del 49% di fruitori, il che significa costi dimezzati.

Inoltre, bisogna considerare che non tutti i lavori sono uguali: chi svolge attività più pesanti avrà una maggiore propensione a lasciare il lavoro. Io insisto sulla necessità di adottare la flessibilità e ritengo un errore la scelta del Governo non averla già inserita nella Legge di Stabilità 2016”.

Come CNA Pensionati siamo convinti che l’attuale sistema previdenziale necessita di rivedere alcune rigidità della Legge Fornero, perciò riteniamo che l’introduzione di meccanismi di flessibilità sarebbe importante, da un lato per rendere il sistema previdenziale più equilibrato, dall’altro per creare maggiore occupazione giovanile.

Certamente va trovato il giusto equilibrio tra esigenze dei lavoratori, oltre che delle imprese, e stabilità finanziaria del sistema previdenziale. Il raggiungimento di tale obiettivo non deve, però, essere causa di una maggiore tassazione, che deve peraltro essere ridotta al fine di rafforzare i primi segnali di ripresa economica dopo un periodo di crisi particolarmente prolungato. 

Perché CNA