Split payment: pubblicati gli elenchi dei soggetti destinatari

In materia fiscale, la principale novità introdotta dal D.L. 50/2017, convertito con modificazioni con la L. 96/2017, riguarda la considerevole estensione del meccanismo dello “split payment” ai fini della riscossione dell’IVA.

Lo speciale meccanismo, disciplinato dall’art. 17-ter del DPR 633/72, prevede che l’IVA, gravante su una cessione di beni o una prestazione di servizi, applicata dal fornitore all’atto dell’emissione della fattura di vendita, sia versata all’Erario direttamente dal cessionario o committente dell’operazione. Nella sostanza, l’acquirente “trattiene” l’imposta, limitandosi a corrispondere alla controparte il solo imponibile. Tale meccanismo non rileva quando l’operazione è soggetta a reverse charge.

Sul fronte dei “fornitori”, con la nuova formulazione dell’art.17 ter, vengono ricomprese le prestazioni di servizi soggette a ritenuta d’acconto e, dunque, quelle a fronte delle quali sono percepiti redditi di lavoro autonomo, sinora escluse dalla speciale disciplina.

Sul fronte dei “destinatari” lo split payment è stato esteso:

  • a tutte le pubbliche amministrazioni inserite nel conto economico consolidato individuate ai sensi dell’art.1, comma 3, legge 196/2009;
  • alle società controllate direttamente dalla Presidenza del Consiglio e dai Ministeri, sia mediante controllo “di diritto” (possesso del 50%+1 delle quote) sia mediante controllo “di fatto” (esercizio di un’influenza dominante nell’assemblea ordinaria della controllata);
  • alle società controllate direttamente da Regioni, Province e Comuni, solo mediante controllo “di diritto”;
  • alle società controllate direttamente o indirettamente ex art. 2359 comma 1 n. 1) c.c., da parte delle società sopra menzionate;
  • alle società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa Italiana (fatta salva la possibilità di individuare, con apposito decreto ministeriale, un indice alternativo di riferimento).

Le prospettate novità in materia di “split payment” si renderanno applicabili alle operazioni per le quali è stata emessa fattura a partire dal 1° luglio 2017. Tutte le fatture emesse prima di questa data nei confronti dei nuovi soggetti inclusi nel regime saranno regolate in modo ordinario con versamento dell’imposta da parte del fornitore. Al contrario, nei confronti dello stesso cliente per le fatture emesse successivamente, l’iva verrà trattenuta e versata all’erario dal cliente stesso.

Per i fornitori sarà sufficiente indicare sulla fattura (anche laddove in formato elettronico) la dicitura “scissione dei pagamenti” (come richiede l’art. 2 del DM 23 gennaio 2015), continuando a recare l’esposizione dell’IVA, senza che questa venga incassata e senza computarla nelle liquidazioni periodiche.

Il Dipartimento Finanze ha pubblicato gli elenchi delle amministrazioni, degli enti e delle società che dal 1° luglio saranno soggette al meccanismo dello split payment, secondo le previsioni della Manovra correttiva 2017. Gli elenchi sollevano le imprese dall'incertezza relativa alla corretta individuazione dei soggetti sottoposti all'obbligo di split payment.

Inoltre per tutti gli enti o le società per i quali esiste un’incertezza, il fornitore può richiedere direttamente al cliente un’attestazione da cui si evinca con chiarezza la riconducibilità ai soggetti a cui si applica lo split payment.

Gli uffici CNA sono a disposizione per informazioni e chiarimenti.

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