Tra scienza e arte: l’attività dell’ISTEC CNR di Faenza

ISTEC CNR Faenza

L’ISTEC-CNR di Faenza rappresenta un centro di ricerca sui materiali ceramici fra i più avanzati al mondo, opera in stretta collaborazione con Università, Enti e strutture di ricerca nei settori più avanzati, dall’aereospaziale, ai biomateriali. Da oltre 15 anni il nostro Centro si occupa di ricerca sui materiali ibridi ceramici, sui polimeri naturali che hanno la caratteristica di essere leggeri resistenti e biocompatibili, per il CNR siamo un punto di riferimento internazionale nell’ambito della ricerca sui biomateriali” ci dice la dr. Anna Tampieri, ricercatrice faentina da pochi mesi nominata alla direzione dell’ISTEC-CNR di Faenza.

In questo centro operano stabilmente oltre 100 ricercatori, di cui solo 60 sono dipendenti del CNR, tutti gli altri lavorano a contratto sulla base di singoli progetti che sviluppiamo, oppure provengono da altre realtà internazionali con cui abbiamo sviluppato una fattiva rete di collaborazioni attraverso la rete ITN dell’Unione Europea.

Quando la precedente direttrice si è congedata, gli interventi di saluto si sono tenuti in 27 diverse lingue, a testimoniare il livello di internazionalizzazione esistente in questa struttura.

Il nostro è un Centro che si sviluppa a fianco dell’incubatore di imprese: ospitiamo un corso della Facoltà dei Materiali dell’Università di Bologna e sviluppiamo attività di collaborazione con importanti aziende di livello nazionale ed internazionale. Abbiamo attivato contratti di collaborazione col Ministero della Difesa nell’ambito della ricerca dei ceramici trasparenti e persino con la NASA per la realizzazione dei derivati ceramici per resistere all’impatto dal rientro in atmosfera. Recentemente ci è stata commissionata una ricerca per la realizzazione di indumenti autopulenti, essendo questo un problema che le agenzie spaziali debbono risolvere per garantire una migliore permanenza agli astronauti.

Il nostro Centro ha sviluppato inoltre una importante ricerca nell’ambito dello sviluppo delle biotecnologie che trovano una forte applicazione nella farmaceutica: nanoparticelle biodegradabili che riescono a sviluppare una forma curativa nei settori come la rigenerazione delle cartilagini, materiali bioattivi in grado di essere riassorbiti e assimilati dal corpo umano, che possono essere impiegati per la rigenerazione dei tessuti, nell’osteoporosi e nella cura sull’invecchiamento.

Fiore all’occhiello di questo settore è una bioceramica impiegata nella sostituzione dell’osso del cranio che riesce a integrarsi perfettamente permettendo di rigenerare lo sviluppo dei vasi capillari.

Il nostro Centro - ci dice ancora la dottoressa Anna Tampieri - è finanziato solo parzialmente dai contributi statali che riescono a coprire per una minima parte i costi di attività delle ricerche. Le nostre entrate derivano appunto dalle collaborazioni e dai progetti su cui sviluppiamo le ricerche che qui prendono corpo; lavoriamo come una impresa e sui progetti di impresa, una caratteristica che penso che sia stata assimilata da questo nostro territorio, così laborioso e aperto alla innovazione.

Le nostre collaborazioni non vanno però solo nella direzione di accordi con Istituzioni o grandi imprese, ma siamo particolarmente; interessati a potere sviluppare contatti e collaborazioni anche con le piccole imprese che rappresentano il tessuto imprenditoriale del nostro Paese.

La ricerca sui Biomateriali nella rigenerazione dell’osso, partendo dalla struttura molecolare di un legno è stata di traino alla nascita di una startup innovativa che in poco tempo è stata in grado, fatto unico per il nostro Paese, di raccogliere oltre 3 milioni di euro di finanziamenti per sostenere la ricerca in questo settore.

Non secondaria inoltre la attività che svolgiamo nell’ambito della attività per il restauro, con applicazioni che hanno già ottenuto riconoscimenti e collaborazioni a livello internazionale.

Attraverso la attiva partecipazione dei nostri ricercatori a convegni, incontri di studio, alle loro pubblicazioni si è diffusa la informazione sulle attività che svolgiamo venendo poi contattati da imprese interessate concretamente alla applicazioni delle nostre ricerche, contribuendo così a sviluppare la cultura e la qualità del lavoro del nostro territorio.

Perché CNA