Turismo 2017: che stagione sarà?

Tutti gli studi indicano la stagione estiva 2017 come un periodo turisticamente nato sotto buoni auspici, ma i problemi rimangono tanti. Abbiamo provato a chiedere ad alcuni operatori della spiaggia e del ricettivo di Ravenna e Cervia le loro sensazioni. Il quadro complessivo è molto interessante e, soprattutto, realistico. Poi, come sempre, i conti si faranno alla fine.

Laura Sillato (Hotel Alba, Marina di Ravenna)
La stagione turistica è partita un po' a rilento quest'anno, su questo ha influito, come sempre, l'instabilità metereologica che ha interessato la nostra costa; l’impressione però è che la richiesta stia risalendo e gli arrivi previsti per i mesi di giugno e luglio saranno buoni. Ci aspettiamo un trend in crescita in linea con i dati turistici dello scorso anno che vedono il segno positivo sia a livello di arrivi che di presenze. Auspichiamo in particolare che continui a crescere il numero dei viaggiatori stranieri per cui il nostro territorio può avere un enorme appeal e su cui si stanno concentrando gli sforzi di promozione sia da parte degli operatori del territorio che da parte dell'Amministrazione.

Alberto Belloni (Aloha Beach, Marina Romea)
Anche quest’anno l’inizio stagione non è stato eccezionale. La questione è sempre la stessa: le località balneari ravennati aspettano il sole per lavorare. Le proposte che arrivano dalle Amministrazioni sono giuste ma troppo spesso la burocrazia ci uccide: aumentano i costi e le difficoltà. L’altro problema è che si lavora troppo a compartimenti stagni, tra operatori turistici della città e della spiaggia, non ha alcun senso pensare separatamente la città d’arte o il mare dal resto; noi siamo una location perfetta per le famiglie se mettiamo insieme tutti i nostri prodotti. E poi ci sono gli eventi; dobbiamo pensarli insieme e per tempo, con offerte da febbraio in poi; in questo senso dobbiamo “darci una mossa” anche come privati.

Bruno Borghetti (Bagno Bruno, Pinarella di Cervia)
I due ponti primaverili sono andati molto bene; si è vista molta gente anche nuova per la nostra zona (aiutati da un meteo abbastanza generoso). Poi, però, dopo i ponti, il vuoto. Questo anche per l’inopinata chiusura di molte strutture alberghiere che, passato il primo maggio, hanno deciso di interrompere in attesa di giugno: questo atteggiamento non dà una buona immagine del nostro territorio. Bisognerebbe che tutte le imprese turistiche accettassero la sfida di avere almeno maggio completamente aperto, anche a costo di una marginalità molto minore. Per l’estate invece siamo fiduciosi per una stagione molto positiva; anche se - e vale per tutta l’Italia - avremmo dovuto approfittare maggiormente della crisi delle destinazioni del sud del Mediterraneo mentre invece - tra Bolkestein e infrastrutture che mancano - altre destinazioni balneari extra italiane stanno incrementando di più.

Gilberto Dradi (Cerviamare, Cervia)
La stagione appena iniziata sembra proseguire sulle tracce di quella appena trascorsa; la cosa più difficile è diventata prevedere, programmare e gestire le “ondate” dei turisti che si muovono verso la riviera, in fasce temporali sempre più ridotte. Per il turismo balneare non sta più scritto da nessuna parte che a marzo o a ottobre faccia freddo o a luglio caldo. Quindi, bisogna essere sempre più reattivi, veloci e affidabili: chi viene a trovarci in aprile esige lo stesso trattamento di agosto. La cosa è resa ancora più difficile dalla difficoltà nella ricerca di personale serio e preparato. Comunque qualcosa si muove nella giusta direzione, dopo l’apertura serale della spiaggia, e sul futuro – nonostante tutto - siamo inguaribili ottimisti e, di sicuro, non manca la voglia di creare nuove offerte e servizi.

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