Unione dei Comuni, un importante percorso di governo

L’Unione dei Comuni della Bassa Romagna nasce formalmente il 1°Gennaio 2008, trasformandosi a tutti gli effetti in un ente pubblico territoriale dotato di personalità giuridica e governato da un Presidente, da una Giunta e da un Consiglio, composto da una rappresentanza dei Consigli Comunali e dai Sindaci stessi. Ne fanno parte 9 Comuni della provincia di Ravenna: Alfonsine, Bagnacavallo, Bagnara, Conselice, Cotignola, Fusignano, Lugo, Massa Lombarda, S. Agata sul Santerno. A quasi dieci anni dalla sua costituzione abbiamo chiesto agli attuali Sindaci dei Comuni che la compongono, una valutazione dell’esperienza fin qui intrapresa e quali prospettive può avere questo percorso di governo istituzionale comune, fra i più importanti a livello italiano.

MAURO VENTURI
Sindaco di Alfonsine

L’esperienza dell’Unione, allo stato attuale, gode ancora di buona salute. Sta vivendo, questo è vero, una fase di riflessione per diverse ragioni, sia di natura politica legata al fatto che molti Sindaci, nel frattempo, sono cambiati. È quindi necessaria una riflessione comune e condivisa sul suo futuro; inoltre, voglio ricordare che, nel precedente mandato, ci fu un’accelerazione molto forte sul piano del conferimento comune dei servizi e questo non ha sempre coinciso con una appropriata risposta organizzativa. In questi ultimi anni abbiamo avuto anche problemi di assetto e di ricambio dei dirigenti apicali, che sono un elemento importante nel governo di questa esperienza. L’Unione deve essere un luogo di decisione strategica anche nella costruzione di alleanze con altri territori. Non dobbiamo farci condizionare la visione strategica dalla gestione ordinaria, per questo propongo di assumere alcune priorità al suo rilancio: il lavoro in tutte le sue forme; la semplificazione della burocrazia; l’efficacia organizzativa.

ELEONORA PRONI
Sindaco di Bagnacavallo

Esperienza straordinaria, ci ha consentito di rendere più efficiente il territorio e il personale della Pubblica Amministrazione, di avere uno sguardo d’insieme che oggi è più che necessario. Dobbiamo migliorare ed equilibrare il rapporto fra l’organizzazione della PA, le procedure e la prossimità ai bisogni delle persone che trovano ancora l’identità nel proprio Comune e, quindi, il senso di appartenenza a una comunità. L’Unione ci dà anche la possibilità e, potenzialmente, la capacità di competere con altri territori. Abbiamo però sempre di più la necessità di guardare al suo futuro, e possiamo farlo se saremo in grado di leggere con anticipo i bisogni delle nostre comunità. Le priorità che mi sento di indicare riguardano: la qualità e la diffusione del welfare sociale, soprattutto in una fase di cambiamenti anche nella composizione sociale della nostra realtà, dove emergono nuove necessità a fronte di risorse limitate. Il tema della infrastrutturazione sia materiale che immateriale del nostro territorio mi sembra strategico in una prospettiva di sviluppo e di opportunità anche per il nostro sistema di imprese. Ripensare ai nostri centri urbani di fronte alle nuove emergenze che l’attualità ci pone; ad esempio, la sicurezza in tutte le sue declinazioni.

RICCARDO FRANCONE
Sindaco di Bagnara

Sicuramente confermo il valore di questa esperienza. Dobbiamo integrare maggiormente il conferimento dei servizi con l’assetto organizzativo, per questo dobbiamo ragionare tenendo conto delle specificità che esistono fra i vari Comuni in una logica di prossimità della risposta ai bisogni dei cittadini e non in una forma di modello unico. Alcuni correttivi in questa direzione sono stati fatti ma hanno bisogno di tempo per consolidarsi, sono per un percorso solidale ma ragionato e per questo ci vuole tempo. Pensiamo a migliorare l’efficienza dei servizi che abbiamo già in comune e non acceleriamo su altri, come il conferimento in comune dei lavori pubblici. Sulle prospettive pongo alcune non esaustive priorità: la sicurezza è un tema centrale, molto è stato fatto per rendere il territorio più sicuro contro i reati predatori (l’introduzione del Targa System); accelerare la costruzione di un percorso unitario e condiviso sulle politiche culturali: abbiamo sempre più bisogno, infatti, di una progettualità territoriale comune.

PAOLA PULA
Sindaco di Conselice

La scelta di costituire l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna è un fatto positivo e lungimirante, direi anche non reversibile: è un’affermazione che voglio premettere per affrontare le questioni che andrebbero modificate e migliorate con logica costruttiva. Vedo la necessità di modellare le strutture dell’Unione con una marcata idea di policentrismo, tenendo conto delle specificità e identità delle comunità che la compongono, Ed è in prossimità di queste che vanno date le risposte ai bisogni e ai servizi per i cittadini con sempre maggiore competenza ed efficacia. Abbiamo ancora un modello troppo centralizzato. Non abbiamo una sufficiente capacità progettuale, forse perché manca una visione strategica chiara e condivisa da tutti. Dobbiamo scegliere settori e ambiti sui quali intervenire, attrattività e qualità della vita del territorio attraverso: sicurezza; servizi sociali sempre di qualità; piano infrastrutturale condiviso del territorio; rapporto sempre più stretto fra innovazione, ricerca e università con il mondo dell’impresa, soprattutto agroalimentare e manifatturiera.

LUCA PIOVACCARI
Sindaco di Cotignola

L’Unione funziona se si lascia da parte il particolare. Dobbiamo fare lo sforzo di avere una visione alta e ampia di questo territorio, per questo noi Sindaci dobbiamo alzare l’asticella del confronto. Dobbiamo maturare la consapevolezza che, se vogliamo alzare il rango di questo territorio, è necessario avere un ruolo più marcato e coraggioso nelle scelte dell’Unione per l’Unione; ad esempio, conferire servizi che non abbiamo ancora in Unione come i lavori pubblici. Possiamo farlo con un’attenzione politica ma anche organizzativa, che non sempre c’è stata, nella rappresentatività e nella promozione delle peculiarità e identità comunali, nella prossimità dei servizi ai bisogni dei cittadini con le dovute competenze. Così come dobbiamo rafforzare il processo di costruire una progettualità comune e condivisa del territorio e indicarne le priorità. Forse è mancata, nella fase della costruzione dei programmi elettorali di noi Sindaci eletti, una riflessione più marcata sulle prospettive di questa esperienza, che comunque rimane importante, e che dovrà essere recuperata e diventare centrale nel prossimo mandato.

NICOLA PASI
Sindaco di Fusignano

Essere all’interno dell’Unione ci dà un equilibrio importante e ci permette di qualificarci tecnicamente. Il mio Comune ha conferito all’Unione quasi tutti i servizi, questo fatto però non ha minimamente influito sulla mia amministrazione che è ancora un riferimento utile per la comunità. Anzi, devo aggiungere che è proprio grazie all’Unione che si sono potuti realizzare investimenti importanti. Avere competenze, anche tecniche, che solo l’Unione può mettere a disposizione di tutti ci permette di intervenire con risposte qualificate e innovative ai bisogni delle comunità. Abbiamo bisogno di qualificarci ulteriormente, penso all’opportunità che la Regione ci metterà a disposizione di portare la banda larga in tutte le case, è un’occasione che dobbiamo cogliere. Dobbiamo integrare e coordinare meglio l’esperienza delle reti d’impresa del commercio con la promozione turistica della Bassa Romagna che, nel frattempo, è entrata fra le destinazioni turistiche della Regione. Per rafforzare maggiormente l’Unione sarebbe necessario adottare un sistema di perequazione urbanistica comune, una parte degli oneri che le imprese versano al Comune dove investono devono andare a costituire un fondo di risorse per progetti dell’Unione.

DAVIDE RANALLI
Sindaco di Lugo

Noi attuali Sindaci abbiamo ricevuto un’importante eredità che è necessario rilanciare, uscendo da una logica organizzativa e burocratica per aprirci a una visione politica più ampia. Oggi l’Unione è il soggetto che  sostiene le scelte politiche dei singoli Comuni, dovremmo pensare ad avere un’idea di territorio comune che non vedo. Questa idea deve esaltare le peculiarità, le vocazioni e, quindi, l’identità di ogni singolo Comune. Tutto questo, a mio avviso, lo si può fare, solo se esiste un disegno organico attraverso un progetto di pianificazione in comune. Il primo passo da fare sarebbe il conferimento all’Unione del servizio dei lavori pubblici. La spinta propulsiva di questa esperienza si è un po’ esaurita, va costruita una sintesi politica sulle cose concrete da fare. Voglio indicare alcune priorità: il nostro sistema di welfare, ancora buono, va ripensato rispetto ai mutamenti in corso, impoverimento delle famiglie e immigrazione modificano la composizione sociale che conosciamo; il tema del lavoro e dell’impresa diventa centrale, minore burocrazia e modifica delle regole urbanistiche, promozione, sicurezza delle aree produttive; un piano strategico condiviso per non rimanere un territorio isolato in un panorama istituzionale incerto.

DANIELE BASSI
Sindaco di Massa Lombarda

L’Unione e stata una felice intuizione, anche se non la vedo ancora come un livello di governo. E’ una opportunità e una necessità per dare risposte alle nostre comunità; diversamente, con gli eccessivi vincoli che da anni pesano sui bilanci dei singoli Comuni, non saremmo in grado di sostenerle. L’opportunità è che, rafforzando il ruolo dell’Unione, si rafforza anche il ruolo dei singoli Comuni. Dobbiamo andare in questa direzione perché altrimenti, sul piano politico e istituzionale, come Bassa Romagna rischiamo di essere più deboli. Questa debolezza è qualcosa di molto concreto che si può tradurre nella incapacità di dare risposte ai bisogni del territorio, dei cittadini e delle imprese. Dobbiamo anche mettere in valore quello che in questi anni è stato fatto come Unione e non è poca cosa. Per il suo rilancio vedo tre questioni che ritengo prioritarie: costruire, in accordo con la Regione, un progetto innovativo sul welfare di comunità che tenga conto delle esigenze che cambiano; condividere un progetto di rigenerazione urbana del territorio; migliorare la relazione tra democrazia e rappresentanza degli interessi, tema politico cruciale per un efficace risposta ai bisogni delle comunità.

ENEA EMILIANI
Sindaco di S.Agata

Nel generale contesto di crisi dell'economia e della politica, il sistema Unione-Comuni consente a livello locale il miglior presidio del nostro vasto territorio, capace di coniugare rappresentanza e capacità di erogare servizi, talvolta arrivando anche a integrare interventi di competenza di Enti sovraordinati: ad esempio, nelle politiche per la sicurezza. Nel nostro territorio si vive ancora bene, bisogna però continuare a mantenerlo al passo coi tempi e appetibile per chi vuole viverci e fare impresa: servono nuove e moderne infrastrutture di collegamento (digitale, stradale e ferroviario) per restare "al centro" e non divenire marginali. La prospettiva è l'Unione che, da una parte deve perfezionare la capacità di dare risposte al proprio interno, alle comunità dei nove Comuni; e dall'altra deve sviluppare la capacità di rappresentanza dell'intero territorio verso l'esterno, per proporsi agli attori economici con l’obiettivo di attrarre investimenti e a quelli istituzionali per restare costantemente all'interno dell'agenda di sviluppo regionale e nazionale. Sul primo versante, quello interno, siamo ben posizionati; sul versante esterno, invece, c'è molto da lavorare.

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