Stop al lavoro all’aperto dalle ore 12,30 alle 16,00
L’esposizione alle elevate temperature durante la stagione calda rappresenta un fattore di rischio per la salute e sicurezza dei lavoratori ed i cambiamenti climatici, con le ondate di calore a cui assistiamo, richiedono ai datori di lavoro particolare attenzione e adeguate misure prevenzione, in particolare nei settori maggiormente esposti. La prolungata esposizione al sole, infatti, può causare stress termico e colpi di calore, con esiti talvolta anche molto gravi, e può accrescere il rischio di infortuni dovuti alla stanchezza e alla mancanza di concentrazione.
La Regione Emilia-Romagna ha emanato l’Ordinanza urgente n. 72 del 03/06/2026 con l’obiettivo di tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori maggiormente esposti al caldo durante i mesi estivi. Il provvedimento, in vigore con decorrenza immediata, prevede il fermo delle attività lavorative a rischio tra le ore 12.30 e le 16, nei cantieri edili e affini, in agricoltura, nel florovivaismo e nei piazzali della logistica, e, da quest’anno, anche ai lavori nelle cave e nella consegna merci effettuata da rider. Il provvedimento resterà in vigore fino al 15 settembre 2026, salvo revoca anticipata. L’ordinanza si applica a ogni lavoratrice e lavoratore, senza alcuna differenza di ruoli, inquadramento e applicazione contrattuale, nei giorni e nelle aree in cui le mappe nazionali online del rischio (www.worklimate.it), riferite a “lavoratori esposti al sole con attività fisica intensa ore 12”, segnalino un livello ALTO. La mancata osservanza degli obblighi indicati dall’ordinanza comporterà sanzioni penali (art. 650 c.p.) e in materia di sicurezza sul lavoro, salvo reati più gravi.
Ricordiamo che il d.Lgs 81/08 già prevede a carico del Datore di Lavoro l’obbligo e la responsabilità di valutare tutti i rischi a cui i lavoratori possono essere esposti nell’attività lavorativa, tra cui quelli relativi a rischio da microclima, e di adottare misure di prevenzione adeguate a garantirne la salute e la sicurezza.
L’ordinanza della Regione, richiama quindi il D.lgs 81/08, indicando specificamente che al fine di evitare condizioni di prolungata esposizione al sole e, quindi, l’assoggettamento al divieto di lavorare nelle ore più calde, è possibile adottare adeguate misure organizzative, tecniche e procedurali che evitino l’irraggiamento continuativo nella fascia oraria interessata, come riportato anche nelle “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare” elaborate dal Coordinamento Tecnico per la sicurezza nei luoghi di lavoro delle Regioni e delle Province autonome.
Tra le misure organizzative, di cui deve essere data evidenza nei Documenti di valutazione dei rischi o nei Piani Operativi di sicurezza, rientrano, ad esempio, le modifiche degli orari di lavoro (es. anticipo al mattino e prolungamento serale), la possibilità di effettuare le lavorazioni al coperto o all’ombra (anche predisponendo apposite aree ombreggiate), la riprogrammazione delle attività (es. programmare i lavori più pesanti nelle ore più fresche), turnazioni frequenti dei lavoratori esposti, l’aumento delle pause in zone ombreggiate, abbigliamento/DPI idonei (copricapo leggero, indumenti traspiranti), la disponibilità di acqua fresca sul posto di lavoro, con la raccomandazione che i lavoratori facciano la massima attenzione al loro stato di idratazione, la raccomandazione di evitare lavori isolati permettendo un reciproco controllo e l’utilizzo di attrezzature cabinate e climatizzate.
I consulenti territoriali del Servizio Sicurezza e del Servizio Lavoro di SEDAR CNA SERVIZI sono a disposizione per ulteriori informazioni.

