I falsi miti della transizione tra politiche di mercato e politiche industriali

Secondo studi recenti, i principali settori responsabili delle emissioni globali di CO2 sono energia, trasporti e industria. All’interno del pacchetto “Green Deal Europeo”, che mira all’ambizioso obiettivo di rendere l’EU la prima zona al mondo a impatto climatico zero entro il 2050, il settore automotive è stato quello principalmente coinvolto dalle misure volte a rafforzare le politiche di decarbonizzazione. La definizione di questo obiettivo sfidante è contenuta nel pacchetto normativo “Fit for 55%”, lanciato dalla Commissione Europea nel luglio del 2021 per accelerare il percorso di contrasto al cambiamento climatico.

Per contestualizzare questa scelta occorre considerare che negli ultimi trent’anni, le emissioni generate dai trasporti hanno continuato ad aumentare mentre in altri settori, come l’industria, sono diminuite. Oggi i trasporti sono i principali responsabili delle emissioni dell’UE contribuendo a circa il 29% del totale e l’auto risulta il principale mezzo inquinante, seguita da camion e furgoni. Questi dati chiariscono perché la spinta europea verso la decarbonizzazione dell’automotive parta proprio dal trasporto su strada. Il Regolamento UE 2023/851 prevede che le case automobilistiche riducano del 55% le emissioni di CO2 delle automobili e del 50% quelle dei furgoni rispetto agli obiettivi fissati nel 2021, entro il 2030. Per ottenere questi risultati si è assistito alla  messa al bando del motore endotermico attraverso il divieto di immissione sul mercato di auto e veicoli leggeri a motore termico a partire dal 2035 e il futuro è stato affidato alla mobilità elettrica. Questo assioma, tuttavia, è stato messo in discussione dall’evidente impreparazione infrastrutturale dei paesi europei, prima fra tutti l’Italia, e si è compreso quanto sia necessario rivedere tali scelte strategiche. Le ultime elezioni europee hanno visto la riapertura della discussione sul tema della transizione del settore automobilistico: il Rapporto Draghi, la Bussola della Competitività e il Clean Industrial Deal hanno affermano la necessità di far combaciare la politica climatica con la politica industriale.

Definire norme attraverso scelte di mercato, senza una politica industriale di accompagnamento, rischia di spiazzare un’intera filiera strategica che va dalle grandi case automobilistiche a tutto il comparto della componentistica. Il processo di decarbonizzazione deve essere coniugato con strategie industriali: è questo il concetto contenuto nel Piano d’azione industriale per il settore automobilistico europeo. Rincorrere la Cina e gli USA senza una chiara strategia europea sarebbe un danno per l’intero continente. Di questo e dei falsi miti legati alla transizione dell’automotive parleremo il 17 giugno, iscrizioni al link: https://marketing.cna.it/i-falsi-miti- della-transizione-il-settore-automotive/