Il Tavolo provinciale dell’Imprenditoria della provincia di Ravenna, che riunisce le 13 associazioni rappresentative del mondo imprenditoriale e cooperativo, è intervenuto per esprimere forte preoccupazione per il percorso con cui si sta arrivando alla definizione delle nuove tariffe del servizio rifiuti, basate sulla Tariffa Corrispettiva Puntuale (TCP). Dopo l’avvio nel 2025 nei Comuni di Ravenna e Cervia – già accompagnato da diverse criticità – il sistema si appresta ora a essere approvato anche in altri territori.
A oggi è mancato un confronto strutturato con le rappresentanze economiche locali sulle tariffe applicate nel 2026, una modalità operativa giudicata non accettabile dalle associazioni di categoria, sia nel metodo sia nel merito. La determinazione delle tariffe, infatti, non è un passaggio meramente tecnico: incide direttamente sui costi di gestione delle imprese, sulla loro competitività e, più in generale, sull’equilibrio economico di interi comparti produttivi. In questo senso, escludere o coinvolgere tardivamente le categorie economiche significa assumere decisioni senza un adeguato confronto con chi, quotidianamente, ne subirà le conseguenze. Inoltre, pur essendo una prassi consolidata, approvare tardivamente le tariffe mette a rischio in alcuni casi la tenuta dei budget previsionali redatti dalle imprese all’inizio dell’anno.
Il Tavolo ha richiamato quindi ATERSIR e gli enti competenti alle proprie responsabilità, sottolineando come la normativa vigente preveda strumenti e momenti di consultazione con i portatori di interesse. Un passaggio che, ad oggi, risulta assente o comunque insufficiente rispetto alla portata delle decisioni in corso.
Alla luce di questa situazione, le associazioni hanno chiesto con urgenza l’apertura di un confronto reale sulla definizione delle tariffe TCP e la convocazione di un tavolo territoriale dedicato prima dell’approvazione definitiva. Allo stesso tempo, hanno ribadito la necessità di garantire trasparenza, condivisione e tempi adeguati di discussione, condizioni indispensabili per un processo decisionale equilibrato e sostenibile.
Il tema si inserisce, peraltro, in un contesto economico già complesso per le imprese del territorio, alle prese con l’aumento generalizzato dei costi, in particolare per materie prime ed energia, anche a causa delle tensioni internazionali. Per questo, il Tavolo dell’Imprenditoria ha sollecitato un cambio di passo immediato, richiesta già avanzata in precedenti occasioni. Le associazioni confermano la disponibilità al dialogo, ma chiedono che il confronto sia effettivo, tempestivo e non meramente formale, nell’interesse dell’intero sistema economico locale.


