È una giornata importante per il mondo delle piccole e medie imprese coinvolte nella transizione 5.0.
Il Ministro Urso, infatti, nella riunione al Mimit su Transizione 5.0 con CNA Nazionale, ha annunciato il ripristino delle risorse previste dal decreto Transizione 5.0, garantendo la piena copertura del credito d’imposta per tutte le aziende coinvolte.
Una notizia accolta con sollievo anche dal presidente di CNA Emilia-Romagna, Paolo Cavini. «Oggi è una giornata decisiva perché abbiamo riconquistato le risorse per il 5.0» dichiara Cavini. «Le aziende che rischiavano solo il riconoscimento di un beneficio parziale saranno invece ristornate per intero».
Un risultato che CNA ha fortemente sollecitato: la Confederazione, infatti, ha sottolineato con forza la necessità di garantire la totale copertura delle domande da parte dei cosiddetti esodati di Transizione 5.0, ovvero quelle imprese rimaste escluse o penalizzate dalla precedente configurazione del provvedimento.
La crisi energetica pesa su trasporti e produzione
Nonostante la buona notizia sul fronte del decreto, il quadro economico generale resta preoccupante. Cavini non nasconde le difficoltà che attraversano interi comparti produttivi, a partire dal settore dei trasporti.
«La situazione nei vari settori economici è di grande crisi» sottolinea il presidente. «Soprattutto il trasporto merci e persone — settori in cui il costo del carburante è determinante — sono in grave difficoltà. C’è grande tensione in questi settori che hanno un ruolo strategico per il Paese».
«I nostri imprenditori stanno reagendo in modo molto responsabile, questo va riconosciuto» afferma. «Gestiscono questa crisi con spirito di responsabilità e fairplay: anche se stanno dando fondo alle loro risorse, non vogliono intaccare questo momento di festività nazionale».
Sugli aumenti dei costi energetici, Cavini avanza anche un’ipotesi che merita attenzione: «L’innalzamento del costo dell’energia non è stato uguale in tutto il mondo ed è stato rapidissimo: segnali che, almeno in parte, l’aumento dei costi energetici è anche dettato dalla speculazione».
Non solo trasporti: anche le imprese manifatturiere sentono il peso degli aumenti. «Le aziende di produzione sono in difficoltà a causa degli aumenti energetici» osserva Cavini. «Si pensi alla difficoltà di stare sui mercati internazionali in questo momento».
Ma la responsabilità degli imprenditori da sola non basta. Per il presidente di CNA Emilia-Romagna, è il momento che anche le istituzioni facciano la loro parte con coraggio.
«Servono risorse straordinarie in un momento di difficoltà come questo» conclude Cavini. «Serve investire anche nei momenti difficili. È chiaro che le risorse pubbliche sono limitate, ma vanno fatte operazioni straordinarie».


