A tre anni dall’alluvione, CNA Ravenna fa il punto su ricostruzione, indennizzi e variante al PAI Po con Palli, de Pascale e Delpiano

 

Si è svolto lunedì 18 maggio, a tre anni dalle alluvioni del maggio 2023, l’evento organizzato da CNA Ravenna per fare il punto sulla ricostruzione del territorio e guardare alle prospettive future. Un momento di confronto che ha riunito istituzioni, imprese e associazioni di categoria attorno ai temi della messa in sicurezza idraulica, degli indennizzi alle imprese colpite e della variante al Piano di Assetto Idrogeologico del fiume Po.

All’incontro, presieduto dal Direttore generale della CNA di Ravenna Massimo Mazzavillani, sono intervenuti il Presidente della CNA di Ravenna Matteo Leoni, il Segretario Generale dell’Autorità di Bacino del Po Alessandro Delpiano, la Presidente della Provincia di Ravenna Valentina Palli e il Presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale.

Nella sua introduzione, Mazzavillani ha affermato: “A tre anni dalle alluvioni del maggio 2023 e dagli eventi del settembre-ottobre 2024, abbiamo voluto dedicare questo appuntamento non solo al ricordo di quei giorni, delle tante imprese e persone che hanno visto la loro attività e la loro vita travolta dall’acqua e dai detriti, di tutti quelli che si sono attivati sin da subito per dare aiuto – dalle istituzioni alla società civile – ma a un bilancio concreto e a una riflessione sulle prospettive future. La proposta di variante al PAI Po, il Piano di Assetto Idrogeologico, pur affrontando questioni centrali per la sicurezza del territorio, solleva preoccupazioni nel sistema economico romagnolo e ravennate: dobbiamo evitare che si perda la capacità di attrarre investimenti e che si svaluti il patrimonio immobiliare e fondiario. CNA è, come sempre, disponibile a partecipare costruttivamente a tutti i tavoli di confronto e alle osservazioni al PAI Po”.

Ha aperto i lavori Matteo Leoni: “In provincia di Ravenna sono stati realizzati interventi importanti e altri sono in corso o in fase di progettazione sui fiumi Lamone, Senio, Santerno e Marzeno. Sulle modalità di esecuzione dei lavori continuiamo a chiedere che le imprese del territorio e i loro consorzi artigiani siano pienamente coinvolti. Sul fronte degli indennizzi, un sondaggio condotto da CNA Ravenna sulle circa 300 imprese associate colpite dagli eventi alluvionali evidenzia che solo il 35% ha presentato domanda tramite la piattaforma Sfinge, scoraggiato dalla complessità burocratica e dalla lentezza delle procedure. L’importo complessivo richiesto ammonta a circa 6,15 milioni di euro, di cui ad oggi è stato liquidato il 42%. C’è però un dato che ci conforta: tutte le imprese colpite sono ripartite e il 48% ha già realizzato nuovi investimenti di ripristino e miglioramento. Sulla variante al PAI Po esprimiamo preoccupazione, in particolare per la fascia B e per le aree a tracimazione controllata, sulle quali occorre un ulteriore approfondimento e confronto per limitare le conseguenze negative per cittadini e imprese. Per questo è ancora più necessario avviare una fase di transizione che consenta una concertazione vera e di sostanza con le rappresentanze associative, prima che le nuove norme trovino applicazione: solo così si potrà costruire un sistema di regole equilibrato che tenga insieme sicurezza e sviluppo”.

“Prevenire significa creare strumenti che riducano in modo significativo i rischi – in questo caso idrici e idrogeologici – nel lungo e lunghissimo termine” ha proseguito il Segretario Alessandro Delpiano. “La variante al PAI Po non è uno strumento che vuole bloccare lo sviluppo: è il presupposto per riattivarlo. Un territorio percepito come sicuro, dotato di un piano credibile e di finanziamenti già attivati, è un territorio che torna ad attrarre investimenti. Il piano è ancora in fase di osservazioni, che serviranno proprio a migliorarlo: ogni contributo tecnico e territoriale che arriverà potrà trovare risposta. Il confronto di oggi con CNA Ravenna è stato esattamente il tipo di interlocuzione di cui abbiamo bisogno: questo territorio ha tutte le caratteristiche per lavorare al meglio, in concertazione con tutti i soggetti coinvolti”.

“La prevenzione è un diritto e un dovere inalienabile per questo territorio – ha affermato la Presidente della Provincia Valentina Palli – e lo diciamo con la consapevolezza di chi ha perso diciassette concittadini e ha visto interi quartieri e aziende sommersi dall’acqua. Riconosciamo il valore strategico del piano e condividiamo pienamente l’obiettivo della prevenzione. La nostra preoccupazione principale riguarda però le aree a tracimazione controllata: i cittadini e le imprese che si trovano in quelle zone hanno il diritto di sapere cosa succederà alle loro case, ai loro terreni, alle loro attività. Non è sufficiente dire che il piano prevede qualcosa: bisogna poter spiegare le regole del gioco in modo chiaro e preciso, indicare quali sono le priorità di intervento e garantire risposte certe sugli indennizzi, con tempi e risorse definiti”.

Ha, infine, preso la parola il Presidente della Regione Michele de Pascale: “La risposta istituzionale a quanto accaduto si regge su tre pilastri: gli indennizzi ai privati, la ricostruzione pubblica e la prevenzione. Sugli indennizzi le procedure semplificate introdotte di recente stanno finalmente dando risultati. Sulla ricostruzione pubblica abbiamo affrontato una mole di interventi senza precedenti, che ha messo sotto pressione comuni, province e tutti i soggetti attuatori coinvolti. Sul tema della prevenzione è necessario essere chiari: le alluvioni del 2023 e del 2024 hanno scaricato sul territorio quantitativi d’acqua enormemente superiori alle portate che il sistema idraulico poteva sostenere. La sola manutenzione, quindi, non basta. Servono opere strutturali, e il costo complessivo di quelle identificate dal piano si stima tra i 5 e i 7 miliardi di euro. Sulla tracimazione controllata il principio è condivisibile: meglio controllata che incontrollata. Ma applicare oggi vincoli urbanistici su aree enormi, prima che siano realizzate le opere, senza risorse certe e senza garanzie di indennizzo per chi ci abita o ci lavora, rischia di produrre forti distorsioni. La priorità deve andare alle opere che tengono l’acqua negli alvei dei fiumi. Il piano seguirà un iter preciso: dalla proposta dell’Autorità di Bacino al parere della Regione, fino alla firma della Presidente del Consiglio e del Ministro dell’Ambiente. Abbiamo la possibilità, lavorando tutti insieme, di arrivare a un piano che abbia un consenso reale dal basso e che consenta di avviare le prime opere nel modo più celere possibile”.

Al termine dell’incontro, CNA Ravenna ha donato un’opera in mosaico dal titolo “Melma” realizzata dall’artista Luca Barberini, come riconoscimento a Michele De Pascale, che nel maggio 2023 ricopriva il ruolo di sindaco del Comune di Ravenna e presidente della Provincia. Un gesto di gratitudine per l’impegno dimostrato nei giorni più difficili dell’emergenza: “sapesti affrontare quei momenti drammatici – ha letto Matteo Leoni motivando il riconoscimento – con valori come coraggio, senso delle Istituzioni e profondo spirito di servizio, compiendo scelte difficili nell’interesse della collettività. Abbiamo profondamente apprezzato e sostenuto il tuo operato e pertanto, come segno di gratitudine, è un grande piacere donare quest’opera a te, Michele de Pascale, uomo delle istituzioni che durante e dopo l’emergenza avesti l’onestà e la forza di difendere con lealtà le decisioni assunte. Restando sempre con gli stessi valori al servizio della comunità ravennate, con profonda stima e riconoscenza alla CNA di Ravenna”.